"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Believe It or Not

Believe It or NotNell'ambito di un cinema che coniuga orrore e tradizioni folklorisitche si colloca Wellson Chin, che dopo un inizio a base di risate e donne con pistole passa senza problemi al film fantastico con fantasmi. Il legame con la leggenda urbana è forte, e già i titoli parlano chiaro, citando periodi che secondo il calendario lunare cinese sono nefasti. Believe It or Not coniuga la tipica struttura episodica, abilmente celata, e una leggera vena grottesca, per portare in primo piano la vendetta di un non morto che perseguita prima il giovane Joe e la sua fidanzata Mandy e di seguito il lurido poliziotto interpretato da Francis Ng. Dopo una serie di tribolate vicissitudini, tutte le parti in causa si uniscono per combattere lo spettro e rispedirlo all'inferno: il termine ultimo è il 14 luglio, giorno in cui i morti hanno il maggior potere nei confronti degli umani.
Non è facile sbilanciarsi: non si tratta del solito horror cretino a base di umorismo poco sottile e fantasmi saltellanti, ma non si esce nemmeno troppo dai clichés del genere, con i giovani protagonisti, vittime innocenti, che cercano di salvarsi e di sconfiggere il pericoloso nemico. La propensione per una soluzione di mezzo (tra originalità e banalità) fa scivolare lentamente la pellicola nell'anonimato, nella mediocrità. Ogni soluzione interessante è annullata da déjà-vu e situazioni prevedibili. Il che non esclude qualche tocco di ironia grottesca (e una sequenza onirica gratuita e slegata dal contesto ma decisamente d'impatto, anche se sfruttata male nell'economia dell'opera). Particolarmente riuscito il personaggio di Francis Ng e la sua metamorfosi: un poliziotto laido e trucido si rivela in realtà un uomo solo e sensibile, la sua facciata è fittizia. Meno indovinati gli altri caratteri, che se non sono supportati da facce e recitazione all'altezza risultano poco incisivi.
Non c'è gore, nonostante una prima illusione - la scena, di un certo effetto, del rasoio sul volto di una vittima e dell'evirazione auto-inflitta -, e in realtà la tensione non è mai insostenibile. Tranne infatti un paio di colpi di regia ben eseguiti, che colgono impreparato lo spettatore meno abituato al genere, la costruzione della paura si basa su meccanismi molto lenti, che finiscono per incepparsi un po' troppo spesso. Believe It or Not funziona paradossalmente meglio allora sul versante mélo, con la storia d'amore uomo-fantasma. La distruzione dell'idillio sentimentale arriva con l'apice (rancidamente) comico, che provoca risate e disgusto quando la situazione iniziale viene capovolta a sorpresa1: il cattivo non è tale, il buono non può mantenere le sue promesse.

Note:
1. Niente di nuovo sotto il sole, la gag è presa pari pari dal demenziale Ace Ventura - L'acchiappanimali con Jim Carrey.

Hong Kong, 1999
Regia: Wellson Chin
Soggetto / Sceneggiatura: Taures Chow
Cast: Sam Lee, Francis Ng, Anita Chan, Cheung Ho Lung, John Ching

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