Besieged City

Scritto da Paolo Villa. Postato in FILM

Besieged City

Cinema Hkese e mali dell’adolescenza hanno sempre viaggiato su piani comunicanti, e i loro intrecci si sono più volte infiammati generando frutti come School on Fire e Story of a Discharged Prisoner. Uno dei maggiori testimoni di questa storia d’amore a intermittenza è Lawrence Ah Mon, uno dei protagonisti della seconda New Wave, che già dal suo primo lavoro, intitolato Gangs , sceglieva di percorrere la via impervia del racconto di una città e dei suoi dolori proprio tramite personaggi che, ingabbiati in quell’età sospesa tra infanzia e maturità, sono divenuti col tempo archetipi anomali dell’uomo come animale urbano.

Dagli esordi di Lawrence Ah Mon sono passati vent’anni, e anch’egli – attraversata la terra di nessuno di tanto cinema dell’ex-colonia – è cambiato. I suoi film si sono fatti più contemplativi e meno arrabbiati, e in mezzo a tanto grigio il regista di origini sudafricane ha preso a dosare il disincanto e la leggerezza, a parlare con un tono più morbido e poetico. Così, sempre tornando al cinema dell’adolescenza, quando a metà degli anni ’90 è esploso il fenomeno degli Young and Dangerous, Ah Mon ha risposto sul ring del cinema con un uno-due micidiale: gancio e montante con Spacked Out e Gimme Gimme; avversari al tappeto, match all’apparenza chiuso.

Ma il nostro non è stato lontano dal suo terreno preferito per molto tempo. Aveva ancora delle cose da dire, e così ecco Besieged City; ancora una volta un racconto di alenazione urbana, di vuoto, di non allineamento a se stessi e alla società, e protagonisti stavolta sono i ragazzini di Tin Shui Wai, periferia residenziale dei nuovi Territori di HK e prigione di vetro e cemento.
A Tin Shui Wai, Ling è un quindicenne qualsiasi: famiglia allo sbando, taciturno, invisibile, con un fratello minore scomparso, Jun. La storia inizia quando un mattino Ling ha finalmente notizie di suo fratello: Jun è in ospedale, è in coma dopo un tentativo di suicidio ed è accusato dell’omicidio di una ragazza, Panadol. Nel mezzo della faccenda, un lotto di droga scomparso, le immancabili triadi, una ragazza misteriosa con un bambino al seguito, il gruppetto degli amici di Jun e Panadol. Pezzo a pezzo e sotto un cielo a scacchi rotto dai palazzoni di Tin Shui Wai, Ling si trova faccia a faccia con la storia di suo fratello, dalla fuga da casa fino al loro nuovo incontro.
Besieged City comincia come un sogno, quello di un bambino che corre per la città deserta fino a uscire ad affacciarsi su un laghetto in mezzo al verde. È là che l’incantesimo si rompe, e il piccolo si ritrova davanti al mondo adulto. Così si risveglia ed è Ling, ed è imprigionato a metà tra chi è bambino e chi è già grande. In men che non si dica, dovrà crescere e riconciliarsi con una vita che solo alla fine gli sembrerà di nuovo qualcosa di suo.

Il film è il racconto di uno smarrimento profondo, che ferisce l’occhio con le sue magnifiche immagini. Sulla superficie di queste immagini galleggia una storia che, come i suoi protagonisti, non sa dove andare. Ne esce una pellicola senza una spina dorsale tematica coerente, strutturata a onde di flashback che aggiungono man mano un tassello alla vicenda. Si tocca da vicino, sin dall’incipit e via via con una serie di stacchi in natura morta, la poesia pura nell’occhio del Lawrence Ah Mon di oggi, e questo riesce anche a far passare in secondo piano la prevedibile monotonia della narrazione, accumulo di dolori e sfortune di questi ragazzi che non vedono la via d’uscita da una vita fatta di gabbie. Ancora una volta, enorme il lavoro di Ah Mon nel dirigere un cast di ragazzini in gran parte presi dalla strada, con le loro facce da adolescenti impenetrabili e confuse.
Besieged City paga lo scotto di non aver avuto la stessa cura nella scrittura rispetto a quella dedicata alla messa in scena e, con i suoi molti ma e i suoi enormi perché, erge un monumento a un regista spesso trascurato ma di grande valore. Pur lontano dai suoi capolavori, Lawrence Ah Mon è ancora il portatore di uno degli sguardi più cristallini del cinema di HK. Se solo avesse avuto il favore di uno sceneggiatore degno, Besieged City sarebbe da annoverare tra i film da ricordare a chi il dolore della città lo vive tutti i giorni.

Hong Kong, 2008
Regia: Lawrence Ah Mon
Soggetto/Sceneggiatura: Chucky Kom, Leung Tak-shun, Frankie Tam.
Cast: Wong Hau-yan, Tang Tak-po, Wong Yat-ho.

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