"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Beyond Hypothermia

Beyond HypothermiaShu Li è una killer senza cuore che non sa nulla della sua infanzia e che non può permettersi di provare sentimenti per qualcuno all'infuori della donna che gli procura i contratti. Anche innamorarsi, all'improvviso, di un venditore ambulante è un lusso impossibile, soprattutto se alle proprie spalle occorre guardarsi da un abile sicario coreano determinato a vendicare l'omicidio del suo boss. Wu Chien-lien, nel ruolo dell'assassina senza cuore capace di uccidere a sangue freddo una bambina, offre un'ottima interpretazione, esplicando la figura di Shu Li nel segno del dualismo e diventando vera e propria maschera tragica. Se da un lato l'immagine che risulta è quella di una donna spietata, dall'altro il cedimento emotivo è talmente fragoroso da non permettere una ritrattazione tanto è inatteso. Quando la bella killer scopre di possedere un'anima riesce anche a capire di aver perso la propria vita: la mancanza del ricordo e di segni (fotografie, oggetti personali) che la possano aiutare a trarre conforto dal suo passato la portano a cercare altrove quella felicità che ogni persona vorrebbe vivere, anche solo per un breve istante.
Patrick Leung ha atteso molti anni prima di ottenere la stima che il suo curriculum - è stato a lungo braccio destro di John Woo - poteva promettergli: non è un caso. In Beyond Hypothermia il regista lavora più sulle immagini che sulla storia, rinnegando le sue origini e portando il genere noir all'esasperazione stilistica tra post-moderno (step-framing e fotografia colorata) e ricorsi storici (zoomate e ralenti). Leung non è un autore, ma a tale si atteggia, rubando e citando, con la presunzione di essere l'unico capace di sintetizzare Wong Kar-wai, Johnnie To e la New Wave: difficile che un simile atteggiamento non infastidisca. Nonostante l'abbondanza, eccessiva, di particolari la concentrazione rimane focalizzata sull'unico tema portante, il che è un bene. Ma tutto il resto è in secondo piano, compreso un Lau Ching-wan ingiustamente sacrificato. La sceneggiatura di Szeto Cheuk-hon è funzionale ma inconcludente: non sfrutta mai le potenzialità di un'idea estremamente originale. Le tre storie parallele e i loro protagonisti (l'assassina, il killer, il venditore) si incontrano e si scontrano solo nel roboante finale con sparatorie, sangue e un confronto senza compromessi. Beyond Hypothermia delude i palati ben abituati e mostra una pericolosa impasse proprio perché troppo pretenzioso. Regge poco il solito discorso della qualità media - qui più alta che altrove - nobilitata da un epilogo efficace: mancano troppe basi per andare oltre la sufficienza. La recitazione aiuta, la realizzazione non si discute, ma il risultato rimane troppo freddo. Low budget nonostante la presenza di capitali coreani, Beyond Hypothermia convince solo quando si abbandona alla splendida fotografia virato blu di Arthur Wong e alla prestanza tecnica degli stunt coordinators Yuen Bun e Yuen Tak.

Hong Kong, 1996
Regia: Patrick Leung
Soggetto / Sceneggiatura: Szeto Cheuk-hon
Cast: Wu Chien-lien, Lau Ching-wan, Han Sang Woo, Shirley Wong

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