Buddha's Palm (Part 1)

Scritto da Matteo Di Giulio. Postato in FILM

Buddha's Palm (Part 1)Umiliato e picchiato da un rivale senza scrupoli, un mite studente viene cacciato dal suo maestro e trova riparo in una caverna, dove incontra un sifu cieco ancora più potente che gli insegna la tecnica del palmo di Buddha e gli affida diverse missioni da portare a termine. La prima spinge il giovane a scontrarsi con due sorelle, che salva dalle grinfie di due mostri - un pipistrello antropomorfo e una gigantesca scimmia bianca dotata di unicorno - prima di venire in possesso di un prezioso amuleto con cui il suo nuovo mentore riesce a recuperare la vista. Durante il proseguio del suo addestramento l'eroe deve affrontare, nell'ordine, un gruppo di pirati e tre cattivi dai super poteri; poco prima della chiusura il nostro riuscirà anche a trovare l'amore e a sconfiggere la concorrenza del rivale che ne ha originato l'esilio. Il ritorno a casa è però complicato, la futura suocera, temibile guerriera il cui volto è nascosto da una maschera dorata, sfida inaspettatamente il genero e ne saggia la forza.
Con Buddha's Palm (Part 1) il regista Ling Yun conferma di essere uno specialista del wuxiapian, inventore di storie articolate e di personaggi la cui popolarità attecchisce in un substrato comune che colpisce lo spettatore medio e lo spinge a identificarsi con l'eroe di turno. Vero artefice del progetto è però il fido sceneggiatore Sze-to On, che propose all'amico regista la riduzione di un romanzo appena letto, The Palm of a Thousand Buddhas: i due studiarono insieme il da farsi e il risultato fu tanto ben accolto da ispirare almeno cinque seguiti nel giro di pochi mesi. Ling Yun, che tutt'ora ama considerare il capostipite della saga il suo preferito tra i film da lui diretti, ovvia all'incredibile povertà generale con il carisma di un attore feticcio come Walter Tso Tat-wah e con l'impiego massiccio di effetti speciali disegnati a mano direttamente sulla pellicola. Inevitabilmente il film sembra datato e poco efficace vista la teatralità degli scenari. Almeno finché non compaiono sullo schermo le parti in causa a combattersi con ampi movimenti evidentemente derivati dall'opera cinese, e finché esplosioni, trovate, mostri (rozzi ma caratteristici: perlopiù interpretati dal coreografo Chan Siu-pang) e colpi di scena non ravvivano la situazione, catturando in breve l'interesse e facendo dimenticare con il cuore e l'immaginazione ogni lacuna materiale.

Hong Kong, 1964
Regia: Ling Yun
Soggetto / Sceneggiatura: Sze-to On
Cast: Walter Tso, Lam Fung, Yu So-chau, Kwan Hoi San, Sai Gwa Pau

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