"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Bullets of Love

Bullets of LoveDopo gli ultimi disastrosi tentativi di cimentarsi con il poliziesco (The Legend of Speed e Born to Be King) e poco prima di passare alla commedia con il jolly Andy Lau protagonista, Andrew Lau prova a mescolare le carte tornando al suo passato. Bullets of Love, con un occhio al classico romantico A Moment of Romance e con l'altro alle produzioni noir della Milkyway, è un minimo riavvicinamento all'action urbano che aveva contraddistinto gli esordi del regista (in special modo Mean Streets Story e To Live and Die in Tsimshatsui). Un passo indietro, netto, rispetto a quella strada infarcita di tecnologia e computer grafica intrapresa a partire da The Storm Riders.
Lau continua a non saper scegliere con il criterio di un tempo collaboratori e sceneggiatori, ma nei primi venti minuti appare in forma smagliante e torna a utilizzare la macchina da presa come prosecuzione del suo braccio. Bullets of Love è realizzato con cura, e con una precisa idea in mente: riportare in auge la vecchia idea dell'eroe che balla tra le pallottole e che non ha paura di scatenare un bagno di sangue. La vendetta ha due obiettivi: la nemesi vera e propria - il criminale Terence Yin - che a un certo punto passa in secondo piano, e una killer spietata che prima uccide la fidanzata dell'integerrimo poliziotto Sam e poi tenta di sostituirsi a lei nel cuore dell'uomo. L'intreccio giallo è ingenuo e troppo facile da anticipare, compreso il colpo di scena finale, ma ci sono discreto ritmo e un'apprezzabile svolta finale amara. Siamo ancora lontani dalla sufficienza di un tempo, ma non è tutto da buttare via. Lau guarda a Matrix per alcune scene di combattimenti e sfoggia un ottimo montaggio, rinunciando per una volta ai suoi interpreti feticcio. Prodotta con capitali per metà nipponici (il che spiega la presenza della star giapponese Asaka Seto, incolore), la pellicola finisce per assecondare l'edonismo del protagonista Leon Lai (l'ennesima partita di calcio in cui si mette in mostra), inespressivo ma almeno fisicamente all'altezza.

Hong Kong, 2001
Regia: Andrew Lau
Soggetto / Sceneggiatura: Thirteen Chan
Cast: Leon Lai, Seto Asaka, Terence Yin, Chan Wai Man, Frankie Ng

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