"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Day Off

Day OffLok è un killer in ascesa, ma sta diventando cieco. Incontra per caso una ragazza strana, che lo colpisce con la sua frivolezza. Ma anche lei è malata e i suoi giorni sono contati. Per amore Lok decide di cambiare vita e di andare contro le sue regole. Day Off è molto ambizioso e il suo regista, Raymond Leung, non è nuovo ad incursioni in un territorio pericoloso come il noir intellettuale. Non basta infatti citare, alla rinfusa, nuove - i Pang Bros: il killer sordomuto di Bangkok Dangerous - e vecchie tendenze del genere - il Wong Kar-wai esordiente di As Tears Go By -, se non si ha un'idea ben precisa del quadro da dipingere. Solo un genio riesce infatti a dirigere un lavoro interessante partendo da una base striminzita, basandosi su un soggetto con funzioni di canovaccio al posto di un copione fatto e finito.
E' principalmente un problema di stile e personalità. Citando a destra e a sinistra Leung non dà l'idea di padroneggiare la materia, ma l'esatto contrario. Si ispira soprattutto a Wong: le inquadrature degli orologi come in Days of Being Wild, l'obiettivo sbilenco a sfasare la prospettiva, la fotografia colorata stile Christopher Doyle, un tema musicale ridondante, l'uso panteistico di oggetti (sardine al posto dell'ananas in scatola; e animali, un mite bassotto) come in Chungking Express. Il film subisce l'influenza del contorno e finisce per non offrire un piatto principale degno di nota. Sarà per il ricorso a banalità e déjà-vu o per la pochezza del trattamento, ma l'autore in potenza esagera ed esce dal seminato, limitandosi ad un vacuo e sterile esercizio calligrafico. Affascinano certe scelte, ma paiono momenti casuali più che lucide dissertazioni. La macchina a mano, il cui muoversi oltre i limiti della pazienza è ampliato dal montaggio videoclipparo, garantisce scatti artistici e un sano mal di testa.
Tutto da rifare anche sul versante interpretazione. Nick Cheung straparla, cerca per una volta di impegnarsi sforzandosi più del solito di farci dimenticare il bagaglio di tre / quattro espressioni a sua disposizione. Delle due co-protagoniste una, Lam Ho Yee, ha fascino da vendere ma poco talento espressivo, l'altra, Sherming Yiu, usata sempre più come tappezzeria di bell'aspetto in filmetti trascurabili, avrebbe esperienza e capacità sufficienti per incidere, ma alle prese con un numero limitato di inquadrature finisce per evaporare.

Hong Kong,  2001
Regia: Raymond Leung
Soggetto / Sceneggiatura: Raymond Leung
Cast: Nick Cheung, Lam Ho Yee, Sherming Yiu

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