"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Diary

DiaryWinnie convive con il suo diario, in cui annota la propria solitudine, interrotta solo dalle rare visite dell'amica Yvonne. Un giorno incontra Ray, che somiglia all'ex fidanzato Seth come una goccia d'acqua, e rovescia su di lui le sue paranoie, con esiti tragici. Ma forse non è tutto come sembra.

Scritto da Oxide Pang e Thomas Pang Diary è un excursus nello psycho-thriller morboso. Charlene Choi, solitamente solare, funziona bene in un ruolo più maturo, come psicotica disturbata che rappresenta paure e idiosincrasie di una Hong Kong claustrofobica, non a caso rinchiusa in quattro mura soffocanti, costretta a subire un clima asfissiante.
La regia è esaltata dal prezioso montaggio a scatti di Curran Pang, che sottolinea ellissi e continui salti temporali. Funzionano gli effetti speciali, volutamente irreali, digitalmente onirici. Confezione grezza ma funzionale, che stride con la fotografia patinata: il contrasto dà però credibilità all'impianto bidimensionale. La sceneggiatura, ugualmente semplificata, è forse il tassello che meno risplende, anche se riesce a sintetizzare la sua morale senza perdersi troppo per strada.

Hong Kong, 2006
Regia: Oxide Pang
Soggetto / Sceneggiatura: Oxide Pang, Danny Pang
Cast: Charlene Choi, Shawn Yu, Isabella Leung, Au Hin-wai

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