"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Dummy Mommy, without a Baby

Dummy Mommy, without a BabyIl 2001 è stato l'anno del definitivo lancio di Joe Ma: nel giro di una manciata di mesi ha girato quattro film e ne ha prodotti e scritti almeno il doppio. Vista la prolificità la qualità media è inevitabilmente alterna. Partendo da un soggetto come al solito molto semplice - l'intraprendente impiegata di un'agenzia pubblicitaria per evitare il licenziamento finge di essere incinta -, l'astuto regista cucina una commedia sofisticata e contemporaneamente leggera, complessa, ricca di equivoci. Gli sceneggiatori hanno ben presente che il bel gioco dura poco e non abusano di gag e clichés. Probabilmente latitano impegno e profondità di spirito, ma ciò non toglie che la vacuità della trama - non formale, i registi conoscono il proprio mestiere e si vede - possa anche permettere una lettura non superficiale dei fatti (circa il mondo del lavoro e il modo in cui i giovani vi si rapportano). Chi conosce il cinema di cui Ma è alfiere, qui affiancato dal debuttante Mak Kai Gwong, aiuto regista di James Yuen, sa già cosa aspettarsi: una farsa garbata con giovani interpreti che fanno confusione dal primo all'ultimo minuto. Ottima protagonista è la scatenata Miriam Yeung, che gioca con il suo charme e fa il verso a Sammi Cheng, sia nel modo di costruire la gag che nell'inflessione vocale e in certe espressioni. Con la principale differenza che la Yeung, essendo meno bella, può lasciarsi andare con maggiore entusiasmo e con un pizzico di follia, la vera forza del suo personaggio. Arricchito da un cast ben assortito, con giovani - Edison Chen, bello e senz'anima, costantemente attonito; l'esordiente Nicky Chow, bellissima e con anima, in lizza per questo ruolo come best newcomer agli Hong Kong Film Awards 2002; Pauline Yam, affascinante e con anima perversa, per una prova spiritosa e degna di nota - e veterani - Moses Chan, Cheung Tat-ming, Hui Siu-hung, il regista Chor Yuen -, Dummy Mommy, without a Baby (gran titolo, meriterebbe una traduzione italiana all'altezza) è una sorpresa, piacevole, intelligente, quasi raffinato (esclusa l'ennesima dimostrazione di razzismo nei confronti di un cestita di colore), outsider assoluto di una stagione dominata dalla commedia. Non a caso lo stesso personaggio, la goffa L.K. Fong, si arruola subito dopo in polizia e replica a poche settimane di distanza con l'altrettanto fortunato Love Undercover.

Hong Kong, 2001
Regia: Joe Ma, Mak Kai Gwong
Soggetto / Sceneggiatura: Joe Ma, Taures Chow, Chan Wing Sun
Cast: Miriam Yeung, Edison Chen, Nicky Chow, Pauline Yam, Wyman Wong

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