Eastern Condors

Scritto da Matteo Di Giulio. Postato in FILM

Eastern CondorsCosa c'entra Hong Kong con la guerra del Vietnam? Come in Quella sporca dozzina di Aldrich, in Eastern Condors bisogna formare una squadra di galeotti disperati che, in cambio di una manciata di dollari e della cittadinanza americana, si imbarchi in una missione disperata: distruggere un arsenale prima che i Vietcong se ne impossessino. Alla spedizione si uniranno un avventuriero e tre guerrigliere cambogiane.
Se lo spunto iniziale è ai limiti del plagio, con il passare dei minuti il film trova una sua strada; soprattutto grazie al background marziale di Hung. Aldrich guardava ai rapporti umani, Sammo fa l'esatto opposto, spettacolarizzando le sequenze. Le scene d'azione sono la parte più interessante del discorso. Coadiuvato da uno stuolo di tecnici e di professionisti tra i migliori sulla piazza, Hung coordina gli stunt in maniera tanto fantasiosa quanto estasiante, offrendo a se stesso e all'amico Yuen Biao i combattimenti migliori e più spericolati. Caratteristiche principali degli stunt, e loro maggiori pregi, sono la perfezione dell'esecuzione e la velocità, che spazzano via i dubbi di autenticità in nome di una messinscena creativa. La foresta pluviale come sfondo e l'esplorazione delle potenzialità marziali di tutte le location porta anche ad eccessi cartooneschi. Grazie all'ironia, alternata a momenti più drammatici (i bambini che giocano alla roulette russa, usando i prigionieri come pedine) e alla violenza esibita, le atmosfere risultano tragiche e al tempo stesso ciniche. Dietro la facciata adrenalinica Eastern Condors rivela la compattezza di un war movie dove le emozioni contano tanto quanto le sequenze spettacolari.

Hong Kong, 1987
Regia: Sammo Hung
Soggetto / Sceneggiatura: Barry Wong
Cast: Sammo Hung, Yuen Biao, Joyce Godenzi, Lam Ching Ying, Charlie Chin

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