"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Every Dog Has His Date

Every Dog Has His DateJames Yuen ormai è regista a tempo pieno: con Every Dog Has His Date approda a un proscenio importante, sostenuto da budget e aspettative di alto livello. La pellicola, alla cui realizzazione sono stati chiamati i tecnici americani responsabili degli effetti speciali di Babe - Maialino coraggioso, segna d'altronde il ritorno di Yuen alla commedia pura, dopo le fallimentari escursioni noir di Clean My Name, Mr. Coroner! e Red Rain.
Una love story che riprende il discorso interrotto dal regista con Your Place or Mine!, del 1998. Solo che qui ad innamorarsi sono una giovane donna e la reincarnazione umana del suo cane, temporaneamente intrappolato nel corpo di un playboy da strapazzo. Niente di originale, soprattutto tenendo conto della tradizione fantastica della letteratura cinese, dove reincarnazioni, scambi di corpi e mutazioni fisiche sono ingredienti abituali. A questo punto passa quasi in secondo piano la bellezza di Michelle Reis, che ripete lo stesso ruolo - ragazza ingenua, idealista, romantica ad nauseam - da un paio d'anni a questa parte: anche qui si commuove, si innamora, si dispera e riceve il premio finale grazie ad un finto epilogo a sorpresa. Più difficile il ruolo di Nick Cheung, costretto ad improvvisare istinti e pulsioni canini. Lo strombazzato ausilio della computer grafica si riduce a pochi ritocchi digitali nei momenti clou; tutto il peso della contraddizione uomo-animale pesa esclusivamente sulle spalle del comico. Il quale convince soprattutto nelle situazioni meno paradossali, in cui recita in maniera controllata e credibile.
In fondo la storia, un rincorrersi di equivoci, sentimenti repressi e desideri impossibili, è banale, ma rielabora con intelligenza luoghi comuni (la finta corrispondenza amorosa direttamente dal Cyrano de Bergerac di Rostand) e situazioni improponibili. Perché a un certo punto stona con la patina di film per tutti la sensazione di esasperazione zoofila che l'auspicata copula tra il cane diventato uomo e la sua amata padroncina potrebbe comportare. Ma Yuen, che sa plasmare la materia a sua disposizione e che soprattutto conosce il target cui si sta indirizzando (famiglie e coppiette) è bravo a smorzare i toni e sottintendere ogni aspetto spiacevole legato alla sessualità (compresa una divertente scena in un night club, dove Fei annusa le prostitute indovinandone l'origine).
Le storie complementari sono in disparte, penalizzate dalla minore esposizione. Fatto che finisce per deprezzare l'intera struttura dell'opera, che in più di un'occasione avrebbe bisogno di distrazioni dalla trama principale per respirare meglio. Mortificato anche un buon cast di supporto, che vede solo la sciupamaschi Pauline Suen in posizione privilegiata, limitandosi a concedere le briciole ai vari Lam Suet, Lawrence Ng, Stephanie Chen e Andrew Lin. Considerando le aspirazioni di un regista ambizioso come Yuen, Every Dog Has His Date è un coltello dalla doppia lama: da un lato lo consacra come esecutore di rilievo, affidabile; d'altro canto per brio e stile è un passo indietro rispetto agli esordi.

Hong Kong, 2001
Regia: James Yuen
Soggetto / Sceneggiatura: James Yuen
Cast: Nick Cheung, Michelle Reis, Pauline Suen, Lawrence Ng, Stephanie Che

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