"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Ex

ExGillian Chung è Zhou Yi, una venticinquenne indecisa su tutto – famiglia, amici, amore, lavoro – che segue a ruota i fidanzati mollando gli ormeggi della sua vita appena ne ha occasione. Poco prima di partire per un viaggio all’estero, litiga con il partner e si ritrova casualmente ospite di un ex, con cui ha avuto una lunga relazione, e della sua attuale compagna. Il dolore dei ricordi tempesta la ragazza e non le dà pace, vecchie ferite si riaprono e nuove pulsioni scaturiscono, fino al termine brusco della convivenza a tre.
Ex è un film della ventisettenne Heiward Mak, regista che con High Noon (2008) si era fatta notare nel circuito indie-autoriale. Ma è ancora di più un film con Gillian Chung, tornata alla grande ribalta dopo il fatidico sex scandal fotografico che l’ha vista coinvolta insieme a Edison Chen e altre starlette. Non si può non riflettere sul periodo trascorso dal passato al futuro della popstar, che in qualità d’attrice ancora attendeva una chance di dimostrarsi degna di fiducia. Con l’unica possibile eccezione di Beyond Our Ken (2004, di Pang Ho-cheung), pellicola a cui Ex deve più d’un riferimento intertestuale.

Il mondo giovanilista visto dal basso, in diretta, scritto e parlato con lo slang e la nuance di una generazione «under trenta» ancora alla ricerca di punti di riferimento. Crisi, crisi e ancora crisi: è la parola chiave (del cinema) di Hong Kong negli anni zero zero. Heiward Mak la filma con rabbia, anche se sfuma i toni dietro uno specchio trattenuto, rarefatto, che ricorda i primi passi di Aubrey Lam regista: musica soft, dialoghi sussurrati e un minimalismo di maniera che riflette emozioni al contagocce.

Ex_2Non è una caso che produca il saggio Chapman To e che finanzi il colosso Emperor Media Group di Jackie Chan, una rentrée della metà delle Twins offre vantaggi a molti: tutto voluto, dunque, tutto programmato. Senza piaggerie o cadute di stile, però. Il film di Gillian e di Heiward, due donne al comando, è un’opera algida, ridotta all’essenziale, con un’ottima sceneggiatura e la grande capacità di non nascondere il passato e le ambizioni del presente dietro un dito. Un lavoro importante, restituisce una star al suo habitat naturale, i riflettori, e riesce a farlo con inattesa dignità interpretativa; e al tempo stesso fa fiorire il talento di un’artista – vedi la co-sceneggiatura di Love in a Puff (2010, sempre di Pang Ho-cheung) premiata agli ultimi Hong Kong Film Award – che vanta una visione del contemporaneo con cui occorrerà confrontarsi ancora a lungo.

 

Hong Kong, 2010
Regia: Heiward Mak
Soggetto/Sceneggiatura: Heiward Mak
Cast: Gillian Chung, William Chan, Michelle Wai, Lawrence Chou, Derek Tsang.


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