"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Feel 100%... Once More

Feel 100%... Once MoreIl secondo episodio di Feel 100% è ancora meno imparentato del primo al fumetto che ha originato la trasposizione. Rispetto al prototipo rimane solo Ekin Cheng nel ruolo di Marco e si defila Eric Kot (al suo posto trova un po' di luce un altro comico, Cheung Tat-ming). Eliminata la vena grottesca a lungo esibita nell'archetipo, evidentemente considerata fuori luogo, gli sceneggiatori - sempre Joe Ma e Matt Chow - optano per un'ironia più sottile, e la concretizzano, per esempio, nel rapporto tra Small Man e la altissima Emma: la bella e la bestia, il brutto anatroccolo e il cigno. Un contrasto valido per tutte le sottotrame presenti, che coniuga molto bene sarcasmo e dolcezza dei toni, aumentando pathos e interesse. Ancor di più della storia principale, tra Marco e Yen (sempre Sammi Cheng), tra i quali si inserisce a sorpresa Gobby, modella con un terribile segreto.
Feel 100%... Once More si sviluppa con maggiore maturità: la coesistenza di leggerezza e dramma rende i toni meno superficiali, più consapevoli della realtà quotidiana e della sensibilità del pubblico. Si sale un gradino più in alto sulla scala dei valori, per incontrare malattie, morte, incomprensioni, le difficoltà della convivenza e dell'insicurezza sentimentale. La storia non fa gridare al miracolo, ma è il modo in cui è resa sullo schermo che piace. Secondo un metodo funzionale: si prende una situazione stabile, la si descrive come idilliaca, poi la si frantuma all'improvviso e senza troppe spiegazioni. Joe Ma consolida il suo status di autore interessato al pubblico giovane e migliora la sua posizione al box office. Senza essere retorico o superficiale il suo cinema raggiunge una certa universalità di vedute che lo rende estremamente fruibile. Funzionano bene gli attori: Ekin Cheng è sciolto, e messa da parte l'aureola dell'énfant maudit, gioca con il suo personaggio, un dongiovanni immaturo e simpatico. Sammi Cheng è quella che ha il compito più difficile, troppo presa dalla malinconia per essere sempre scintillante. Da par suo Chingmy Yau mette in discussione, con coraggio, la sua figura di femme fatale ed è disposta a partecipare al gioco delle parti con un'euforia non di facciata. Il resto è un colorato contorno a base di sorrisi.

Hong Kong, 1997
Regia: Joe Ma
Soggetto / Sceneggiatura: Joe Ma, Matt Chow
Cast: Ekin Cheng, Sammi Cheng, Chingmy Yau, Gigi Leung, Cheung Tat-ming

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