First Love: Litter On The Breeze

Scritto da Emanuele Sacchi. Postato in FILM

First LoveEric Kot, regista e protagonista nella parte di se stesso, prova a mettere insieme storie, abbozzate e non, di grandi amori (im)possibili raccontate alla maniera di Wong Kar-wai. Come la storia tra una sonnambula (Lee Wai-wai) e un netturbino matto (Takeshi Kaneshiro), in cui lui si innamora di lei, lei - guardando i filmati del suo sonnambulismo - si innamora a sua volta e finge di essere ancora sonnambula per portare avanti la storia. O quella tra Karen Mok, sedotta e abbandonata, e lo stesso Eric Kot, timoroso di subirne l'atroce vendetta.

Un po' metacinema, un po' divertissement, il secondo film di Eric Kot si gioca tutto all'ombra di Wong Kar-wai. Manifestamente all'ombra di WKW. Eric sceglie di raccontarsi di fronte a una cinepresa, provando a mettere in piedi una sceneggiatura romantica come la scriverebbe il Maestro indiscusso. WKW con la sua Jet Tone produce e sogghigna da lassù, mentre un amico-emulo si sbizzarrisce ad accoppiare improbabili combinazioni di yakuza e pornostar, netturbini e sonnambule, se stesso e una presunta stalker. L'esito di un film dichiaratamente minore vira spesso verso il pastiche meta-cinematografico autoindulgente e senza costrutto, ma non manca di inattese impennate. Ad esempio quando Takeshi Kaneshiro – feticcio di WKW qui ritratto come tale – si esibisce in una sgangherata autoparodia del suo cliché di Fallen Angels, innamorandosi della sonnambula Lee Wai-wai e regalandoci attimi tenerissimi come le gite sul bus che porta a Kowloon o le cene in un ristorantino che non sembra per nulla sorpreso di avere la bizzarra coppia come clientela. Benché l'episodio cardine sia probabilmente quello in cui è il regista a ritagliarsi il ruolo principale, amante fuggito e gravato dai sensi di colpa, che attende come inesorabile e inevitabile la vendetta di una fascinosissima Karen Mok. Fotografa il tutto Christopher Doyle, aggiungendo l'ennesimo gancio all'immaginario di Wong Kar-wai e ritagliandosi il dovuto spazio autocelebrativo.
Un microscopico filmetto nato e cresciuto sotto l'effetto dell'ondata Chungking Express e destinato a scadere ancora prima delle celeberrime scatolette di ananas. Ma le propaggini, i lontani riflessi di quell'invincibile sortilegio, tipico del romanticismo di Wong Kar-wai, passano anche di qui.

Hong Kong, 1997
Regia: Eric Kot Man-fai
Soggetto e sceneggiatura: Ocean Chang, Patrick Kong, Nianchen Ye
Cast: Takeshi Kaneshiro, Karen Mok, Lee Wai-wai

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