For Bad Boys Only

Scritto da Stefano Locati. Postato in FILM

For Bad Boys OnlyMoltiplicazione dei personaggi, proliferazione dei punti di vista, assommarsi di stili diversi... ecco un roboante marchingegno che non si prende troppo sul serio, ma che purtroppo ha la sfortuna di risultare incoerente e pretestuoso. For Bad Boys Only è un film fumettoso quasi supereroistico (si veda la sigletta Bad Boys ad intervallare alcune sequenze chiave), con una musichetta accattivante di contorno e una trama abbastanza risibile tutta incentrata sui quattro attori principali, ormai affermate figure dell'industria locale. Ekin Cheng, divo della musica pop, inespressivo quanto simpatico in parti simili. Louis Koo, volto televisivo che ha sfondato al cinema ai tempi della serie Troublesome Night (il primo film risale al 1997). Shu Qi, che da divetta dei Categoria III è passata rapidamente, in un autentico tour de force, ad attrice rispettata e credibile (dopo aver lavorato con Andrew Lau, Stanley Kwan, Mabel Cheung, Wilson Yip, e molti altri, ed aver recitato al fianco di Jackie Chan). E non è un caso se, con una certa dose di ironia, è stata scelta proprio lei per interpretare un triplice ruolo, visto che ormai sembra essere onnipresente in ogni nuovo film in uscita. Da ultima la meno nota del poker, Kristy Yeung, che comunque ha un carnet di tutto rispetto a partire da Comrades, Almost a Love Story di Peter Chan (1996), fino al più recente The Storm Riders di Andrew Lau (1998).
La storia è presto detta. Jack e King, con l'aggiunta di Queen, sorella di quest'ultimo, formano i Bad Boys, associazione di detective privati specializzati nel ritrovare persone scomparse. Dopo alcuni casi iniziali, atti ad introdurre i personaggi e a far entrare lo spettatore nello spirito del film, il terzetto è contattato da un giovane innamorato e da un ricco uomo d'affari. Il primo vuole che i Bad Boys ritrovino la sua ragazza, scomparsa improvvisamente e senza motivo apparente. Il secondo vuole che contattino una ormai anziana atleta, con cui sospetta di aver avuto una figlia tempo addietro. La cosa strana è che le foto dell'amante perduta, dell'atleta e della sua presunta figlia sembrano incredibilmente ritrarre la stessa persona. Non bastasse questo, King incontra anche un'altra donna, uguale alle tre precedenti, inseguita da una serie di uomini che la vogliono catturare. Il problema per i Bad Boys diventa allora raccapezzarsi in questo mondo moltiplicato...
Il fatto che il film a tratti possa essere divertente o piacevole (particolarmente riuscite le prime sequenze, con una scena surreale di Shu Qi che corre con un vestito argenteo o con l'ingresso del terzetto di detective a bordo di una spider a scompigliare una festa di matrimonio), non cancella le evidenti pecche. La sceneggiatura riesce a essere abbastanza lacunosa, lasciando alcune cose non spiegate o al caso, e comunque non articolando al meglio il dipanarsi degli eventi. Questo porta il film ad una altalena tra momenti densi di accadimenti ad altri inutili e vuoti in cui la noia regna sovrana. La regia pur prestandosi al gioco, diviene inutilmente eccessiva o barocca, senza inoltre riuscire mai ad identificarsi in una precisa direzione, risultando discontinua. La confezione è insomma contraddittoria. Se da una parte è rilucente e tirata a lucido, a mostrare quanto divertente e spensierato sia (o debba essere) il prodotto, dall'altra (la faccia nascosta) è trascurata, lasciata a prendere polvere. E' un peccato, perché il soggetto poteva risultare anche interessante (a patto che ci si decida... o si parla di clonazione, o di robot alla Terminator, o di esseri alla Matrix - vedi il finale), non fosse stato minato da alcune scelte di fondo un po' troppo azzardate o campate per aria.

Hong Kong, 2000
Regia: Raymond Yip
Soggetto / Sceneggiatura: Manfred Wong
Cast: Ekin Cheng, Louis Koo, Kristy Yeung, Shu Qi, Daniel Chan

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