"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

From Vegas to Macau

From Vegas to Macau

Il rientro a Macao di uno dei più leggendari giocatori d’azzardo della storia, il mellifluo ma implacabile Ken (Chow Yun Fat), diventa l’occasione per il riscatto di un trio di mal assortiti quasi-gangster - tra cui spicca il giovane e brillante, ma un poco impacciato, Cool (Nicholas Tse) - nei confronti della DOA, ambigua multinazionale finanziaria. Tra le luci notturne, i palazzi e gli specchi di Macao, la sfida si svolge in un giro di partite truccate, con gag tra il barocco e lo sciocco e rimandi nostalgici molto sopra le righe.

Arrivato a un numero di film tra titoli prodotti, sceneggiati e/o diretti di cui si è perso il conto - se si vuole mantenere un livello di decenza accettabile anche tra i nerd più accaniti del cinema di Hong Kong (alla cui cerchia chi scrive è stato più volte tacciato di appartenere) - Wong Jing non sì è ancora stancato di prendere e prendersi cinematograficamente poco sul serio. Mentre dal punto di vista commerciale la sua serietà è costante e innegabile, vista la durata e la redditività della carriera, il lato artistico di Wong sceglie spesso il bassissimo profilo e questa ennesima escursione nel sottogenere della commedia dei gamblers (un sottogenere inventato da lui stesso, del resto, col primo, glorioso, God of Gamblers) ne è la prova senza appello. Ben equipaggiato dal punto di vista dell’humor più becero, From Vegas to Macau rasenta la genialità nel suo essere parodia autoreferenziale senza vergogna né remissione, cosa con cui ben pochi registi al mondo possono permettersi di cimentarsi (a memoria vengono in mente solo il Tarantino meno riuscito e il Jeff Lau più post-ogni-cosa, anche se il re incontrastato del campo è sempre Woody Allen, che ci marcia sopra da qualcosa come vent’anni).

Nonostante tutto, l’autoparodia e il già visto imperante, se approcciati senza pretese (sarebbe ridicolo anche il solo pensare di avvicinarsi a un film con Wong Jing con troppe pretese, del resto) il risultato è spassoso e un paio di gag sono ispirate, come quella in cui entra un Chapman To nelle vesti di Leo Messi, teletrasportato con i potenti mezzi della computer grafica direttamente sul campo di un clásico della Liga spagnola. Il resto è nostalgia, soprattutto quando a reggere il palcoscenico è Chow Yun Fat in una versione invecchiata ma non ancora tramontata del Chocolate di God of Gamblers.

Hong Kong, 2014
Regia: Wong Jing.
Soggetto/Sceneggiatura: Wong Jing.
Action director: Li Chung-chi.
Cast: Chow Yun Fat, Nicholas Tse, Chapman To, Jing Tian, Kimmy Tong.


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