Girls without Tomorrow

Scritto da Valentina Verrocchio. Postato in FILM

Girls without TomorrowLa vita di cinque donne non molto fortunate, ma che comunque si reggono a galla. Una call girl che sputa sangue ogni volta che beve alcolici, una tenutaria di un piccolo bordello di Temple Street, disconosciuta da sua figlia, attrice in carriera costretta ad uscire con ciccioni pruriginosi per avere nuovi ruoli nei teleromanzi. Una prostituta mainlander che finanzia con i suoi guadagni un compaesano, un giovane medico ignaro del lavoro dell'amica. E una ragazza costretta a prostituirsi per mettere insieme i soldi per emigrare in Canada e continuare gli studi, che si sceglie come protettore un ragazzo giovane e inesperto come lei, e viene presto rintracciata dall'ex fidanzato poco di buono, che vuole soldi e favori...
Girls without Tomorrow funziona benissimo ed è egregiamente intrecciato, senza stare troppo a pensarci, con leggerezza e buona fusione tra dramma, commedia, un pizzico di action e una spolverata di Cat. III. Tutto il film è in generale piuttosto sincero, cioè non è una scusa per spiaccicare sullo schermo donnine in esercizio ginnico, anche se in minima parte qualcosa bisognava pur mostrare, ed è toccato a Pauline Chan pensarci (coadiuvata da tutta una collezione di accessori kitsch da sexy shop, e dalle inconfondibili inquadrature obliquamente ondeggianti, tormentone di tanti Cat. III quasi quanto lo zoom negli anni settanta!). Carina Lau e Petrina Fung sono fantastiche, bravissime, l'una spontanea, matura, responsabile e disinvolta; l'altra energica e passionale, diretta, instancabile, alle prese con Vivian Chow, altrettanto brava ma nel ruolo ingrato di figlia che si vergogna della madre mamasan (con flashback che rappresentano episodi passati elementari come le memorie di un'illetterata, ma efficaci e veloci, completamente assente l'effetto pesante tipico dei flashback). Molto ben costruita anche la parte che riguarda Mei Lo e Andy Hui, che partendo in sordina come personaggi del tutto secondari, si evolvendo in modo veritiero e appassionante (l'inseguimento finale sul balcone, ma anche il primo bacio, che, alla faccia di Kim Ki-Duk avviene in un normalissimo cottage/cabina colorato e galleggiante come evidentemente ce ne sono tanti in Asia, modesto senza necessariamente sembrare così unico e gonfiato dalla presunzione di chi lo riprende, come in The Isle!). Waise Lee, versatile e anonimo è il giovane dottore mainlander che gestisce lo studio pagatogli dalle prestazioni di Pauline Chan, e, tra il senza cuore e la demenza, sta per sposare una collega. E c'è anche spazio per un Ekin Cheng giovane e massiccio, impacciato ragazzotto vergine che si innamora della prima donna che lo porta a letto, Carina Lau, e la fa conoscere perfino a i genitori... Fa strano pensare alle vite reali di alcune delle protagoniste di questo film, Carina Lau soprattutto, con le sue connessioni e disavventure con le triadi, ma anche la povera Pauline Chan, meno infida di Almen Wong ma dalla corporatura ugualmente imponente, alla quale è toccata una realtà identica alle ridicole, sudicie, volgari e degradanti prestazioni della finzione cinematografica, fino alla conclusione prematura, in preda alla follia mentale e alla miseria di una madre che le stava prosciugando il patrimonio.
Può capitare a volte di vedere due film di Hong Kong a distanza ravvicinata, per esempio Girls without Tomorrow e Au revoir, mon amour. Il primo, costruito in fretta e apparentemente senza scrupoli di continuità poetica è davvero soddisfacente, tempo speso benissimo; il secondo, costoso e pretenzioso fa invece un po' pietà, per tanti patetici motivi. Morale: con i film di Hong Kong diffidare (quasi) sempre delle grandi produzioni, e puntare dritto a cose che non abbiano patine e lustrini, che raccontino la vita di strada, in un mix di generi, con franchezza, in modo sicuramente naif, forse eccessivo (la bava dell'uomo nel gioco di gole di Pauline Chan...), ma avvincente e schietto, con un occhio al cast, che quando è composto da persone rispettate dalla comunità hongkonghese, è davvero una garanzia.

Hong Kong, 1992
Regia: Wong Chi, David Lam
Soggetto / Sceneggiatura: Wong Chi, So Man Sing
Cast: Carina Lau, Petrina Fung, May Lo, Vivian Chow, Andy Hui

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