"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Headlines

HeadlinesTorna al cinema la categoria dei giornalisti: Headlines di Heung Lap Hang è un dramma che parte da dati oggettivi - la routine del lavoro del reporter - per applicarli alle diverse personalità in causa. Tre storie legate da un filo sottile, l'etica professionale e il continuo superamento del limite tra ciò che è giusto fare e ciò che fa vendere più copie anche se moralmente scorretto. Didascalico quando parla senza mezzi termini, il film va a segno quando aggira l'ostacolo e lo descrive da un punto di vista meno diretto. Tutto comincia con l'arrivo di Peter, ambizioso neo-laureato, alla redazione dell'Hong Kong Daily News, prestigioso quotidiano sempre a caccia di notizie per mantenere alte le vendite. Accanto al giovane ci sono due colleghi scafati: la bella Joey, che vuole scoprire, frequentando un teppista di strada, i legami tra le triadi e il mondo dei ragazzi; e Sorrow, esperto di scoop e di colpi sensazionali, che indaga invece su un furto di gioielli in cui sembra implicato un poliziotto suo amico.
Il piccolo universo della redazione è descritto con dovizia di particolari. Alla berlina sin da principio la frenesia e la competizione che non prevede prigionieri: i colleghi sono come squali, disposti a scannarsi pur di non perdere l'occasione buona. Il più inesperto, Peter, si rende subito conto di come sia facile sbagliare, anche quando le intenzioni sono le migliori. La regia tiene molto a sottolineare il contesto morale delle situazioni narrate, e nel suo piccolo, con fare quasi educativo, cerca di insegnare allo spettatore la differenza tra verità e bugie, e le possibili conseguenze. La mano tende ad appesantirsi, non senza ironia, su quegli aspetti che meritano il biasimo, a volte esagerando nell'esasperazione dei toni positivi. La morale si fa quindi spicciola e la lezioncina è fin troppo educata: maggiore cattiveria non avrebbe guastato. La redenzione finale è surreale (e impensabile) nella moderna società dei media. Molte sequenze, però, sono valide: la sorella a cui hanno portato via i bambini che dà fuori di testa, la confessione di un delinquente che ammette la noia di un'intera generazione, la trasformazione di una donna in carriera che torna ad apprezzare valori (estetici) che aveva messo da parte. Colpisce in particolare l'intesa tra gli interpreti, che si trovano bene nei loro panni e non lo nascondono. Daniel Wu, Maggie Cheung Hoh Yee e soprattutto Emil Chow ci fanno affezionare a caratteri non privi di sincerità, forse troppo perfetti, ma almeno dotati di passione e grinta.

Hong Kong, 2001
Regia: Heung Lap Hang
Soggetto / Sceneggiatura: So Man Sing, Yu Wing Chuen, Fan Yau Man
Cast: Emil Chow, Daniel Wu, Maggie Cheung Hoh Yee, Grace Yip, Wayne Lai

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