"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Heaven and Hell

Heaven and HellCielo. Xin Ling aiuta a fuggire dalla città celeste Zhuo Bao e l'ancella Zi Xiao, rei di aver disturbato il compleanno della regina con il loro amore; per questo è bandito dal regno. Terra. Xin Ling si è reincarnato nel corpo di un tassista coinvolto nella fuga di Chen Ding e l'amata Shi Qi, appena strappata a un malavitoso che la voleva tutta per sé. Per aiutare gli innamorati si becca una pallottola in corpo, spirando. Inferno. Xin Ling è in fila per farsi assegnare un nuovo corpo, ma prima deve scontare i propri errori. Anche nell'aldilà esistono i soprusi, e dopo aver evocato il Buddha misericordioso il nostro eroe metterà insieme un manipolo di uomini pronto a tutto pur di riscattarsi.
La prima cosa a stupire in Heaven and Hell (conosciuto anche come Heaven and Hell Gate) è il ragguardevole numero di comparse più o meno note provenienti dall'alveo di film di arti marziali: dal protagonista Lee I Min, volto acqua e sapone adatto al ruolo vagamente efebico, alla vaporosa apparizione di David Chiang, fino a quella più personale e divertita di Alexander Fu Sheng - senza dimenticare il ritorno quasi al completo dei Five Venoms, in testa il simpatico Phillip Kwok (Lu Feng alterna invece l'irriconoscibile apparizione alla direzione delle sequenze d'azione, insieme a Robert Tai). Il resto è puro delirio: iperstilizzato, fluorescente, fuori registro, anche sperimentale. Un Chang Cheh in acido miscela i musical off Broadway con le arti marziali, tra avanguardia pop-art e demenza camp, in uno scriteriato inseguimento di parabole buddiste con discese nell'aldilà di proporzioni omeriche. Ne esce un inferno allucinato (o solo psicotronico) che si pone senza timori tra Dante e Disney. Un guazzabuglio che pare unire illogicamente storie da diverse epoche, facendo persino balenare l'ipotesi si tratti di un improponibile omaggio ad Al Adamson (indimenticato tagliuzzatore di perle quali Satan's Sadist, Dracula Vs. Frankenstein o Cinderella 2000). Siamo invece dalle parti della blanda riflessione metafisica, con gli errori oltremondani cui è sempre possibile rimediare grazie alla buona volontà (marziale) e l'aiuto della reincarnazione.
Mai come in questo caso fidarsi del voto espresso sarebbe riduttivo. Heaven and Hell è film da vedere. Pur in tutti i suoi difetti, non è tempo sprecato.

Hong Kong, 1978
Regia: Chang Cheh
Soggetto / Sceneggiatura: Chang Cheh, Ni Kuang, Chow Long
Cast: Lee I Min, Alexander Fu Sheng, Jenny Tseng, Kong Do, David Chiang

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