"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Horror Hotline... Big Head Monster

Horror Hotline... Big Head MonsterBen è il produttore di un programma radiofonico della fascia notturna, Horror Hotline, appunto, in cui gli ascoltatori chiamano per raccontare storie di fantasmi vere o presunte che hanno vissuto. Mavis è l'inviata di una televisione americana che sta seguendo la trasmissione per un reportage. Durante una diretta, però, un uomo narra di un incontro che ebbe in gioventù, assieme a sei suoi amici, con un mostro deforme e spaventoso che il preside della loro scuola, un iraniano, tentò di esorcizzare con letture dal Corano. La telefonata termina in modo brusco, ma sia Ben che Mavis sono ben decisi a fare chiarezza sulla vicenda, soprattutto quando si rendono conto che più di una fonte si riferisce allo stesso episodio. Rintracciato l'iraniano - ormai ammalato e costretto in ospedale per le continue cure, accudito dalla figlia adottiva - daranno il via a un'indagine dai risvolti sempre più macabri e inquietanti. Intanto la fidanzata di Ben, Helen, infermiera di un altro ospedale, si occupa di un ragazzo traumatizzato da un misterioso incontro, rimanendone sempre più coinvolta, dato che vede in lui il figlio che ha segretamente abortito (all'insaputa dello stesso Ben).
Horror Hotline... Big Head Monster, nonostante un titolo che fa immediatamente pensare a derive parodistiche, è in realtà uno degli horror cantonesi più sottilmente insinuanti degli ultimi anni. Bandita ogni ironia, assenti gli snervanti siparietti da commedia che caratterizzano tanti prodotti similari, si concentra sulla creazione della curiosità necessaria ad immergere lo spettatore in un'atmosfera indecifrabile, che sprofonda sempre più nell'inquietante. Storia di una ricerca, di una lotta per arrivare a quella che si crede essere la verità, la pellicola mette a nudo una convenzione spesso sottaciuta. Ciò che chiamiamo verità, o realtà, non è altro che il grado massimo al quale siamo giunti nelle nostre ricerche, il grado al quale abbiamo deciso di fermarci; il che non esclude che, tramite maggiori approfondimenti, il quadro non possa mutare anche sensibilmente. Ecco allora che la ricerca del mostro dalla testa enorme è una lotta con e contro gli indizi, il tempo, i ricordi. Una lotta che non disvela la realtà nella sua completezza/complessità, ma solo una parte. Una lotta che non spiega (ed è questo il miglior pregio della pellicola, dal punto di vista dello spettatore), ma lascia solamente intravedere; le singole percezioni diventano l'oggettività nel momento in cui si decide di credere ad esse. La ricerca non prevede un punto d'arrivo; e la follia, la paura e infine il terrore, arrivano a spazzare via ogni velleità. In questo senso potrebbe configurarsi un finale altrimenti pesantemente (e colpevolmente) debitore di The Blair Witch Project. Sul punto di comprendere, non rimane che fuggire di fronte a una realtà inesplicabile.
Atmosfere livide e un senso crescente di oppressione - che richiama la palpabile inquietudine di Ring (Nakata Hideo, 1998) senza esserne eccessivamente debitore - configurano Horror Hotline... Big Head Monster come il miglior esempio orrorifico nel recente panorama hongkonghese; il che, beninteso, non evita alla pellicola frequenti svarioni. Se gli attori risultano affiatati (perfetto come sempre Francis Ng, in coppia con una spiritata Josie Ho, credibile anche quando si tratta di recitare in inglese), minor plauso va a una sceneggiatura che troppo spesso si sfilaccia e sembra essere indecisa sulla strada da intraprendere.

Hong Kong, 2001
Regia: Cheang Pou-soi
Soggetto / Sceneggiatura: Cheang Pou-soi
Cast: Francis Ng, Josie Ho, Nicky Chow, Michelle Zhang, Sam Lee

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