"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

How Deep Is Your Love

How Deep Is Your LoveTornata a Hong Kong dagli Stati Uniti, dove si sta laureando in medicina, a causa della morte del fratello, la bella Ken incontra il miglior amico del defunto, Joe. Questi vive insieme ad amici, quasi tutti gay o lesbiche, e affittuari in un enorme appartamento a Tsimshatsui. Ken si trattiene più del previsto nella sua città natale, da cui è emigrata dopo il divorzio dei genitori, guidata da Joe, disponibile a mostrarle il piccolo e variopinto universo in cui viveva il fratello.
How Deep Is Your Love - il titolo deriva dalla canzone portante (rubata ai Bee Gees); meglio però quello cinese: Raise the Neon Light: Female Apartments, che scherza con i santi (l'assonanza con Raise the Red Lanterns di Zhang Yimou) -, romanza giovanile esistenzialista, parla al pubblico talmente tanto sottovoce da risultare difficile da recepire. Problema prima di tutto di una sceneggiatura che offre poco: troppe soluzioni facili su un piatto d'argento; sentimenti unicamente positivi, anestetizzati (e pronti per una soap televisiva); tanti possibili sottotesti sprecati senza fantasia. Rimane il ritratto credibile (sincero tributo a Hong Kong come metropoli confidenziale e postmoderna: si veda il discorso, un po' banale, sui neon) dei casermoni popolari1 dove non mancano razzismo - la gag del fazzoletto in ascensore contro gli indiani, ripetuta ad oltranza - e finta tolleranza sessuale nei confronti degli omosessuali - svelata dal doppio gioco prima dell'epilogo, uno sconcertante tranello ad uso e consumo di buonisti e bacchettoni -. Trattati male dallo script gli attori, giovani dai volti adatti usati male (soprattutto Wu Chien-lien2, comprimaria con scarso minutaggio): Charlie Yeung avrebbe il carattere e la veemenza per fare da catalizzatore sentimentale con brio, ma qui è frenata, spenta, per nulla vivace. Tra i colpevoli un regista, Andy Chin, che qui vuole dimostrare a tutti i costi la propria personalità ricorrendo spesso a inquadrature sbilenche che fanno tanto Wong Kar-wai. Purtroppo non riesce a valorizzare l'ottima fotografia in notturna di Poon Hang-sang. Particolarmente mal gestiti gli intermezzi musicali in playback, nonostante un ottimo tessuto sonoro di sottofondo.

Note:
1. Le Mirador Mansion, vicino alle più celebrate Chungking Mansion.
2. In un ruolo quasi autobiografico: veste i panni di una cantante venuta da Taiwan in cerca di fortuna e costretta ad arrangiarsi.

Hong Kong, 1994
Regia: Andy Chin
Soggetto / Sceneggiatura: Charcoal Tan
Cast: Charlie Yeung, Max Mok, Geung Yung, Wu Chien-lien, Joe Junior

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