Hu-Du-Men

Scritto da Valentina Verrocchio. Postato in FILM

Hu-Du-MenHu-Du-Men si apre con una sequenza in un camerino: c'è una perpetua che borbotta intorno, e c'è qualcuno... presumibilmente una donna, che si sta mettendo il tipico rosa in faccia per andare in scena, di tanto in tanto dando grandi sorsate alcoliche da una fiaschetta, di profilo, con gesti consumati: Josephine Siao / Lam Kim-sum, famosissima attrice d'opera cantonese che interpreta sempre ruoli maschili. Waise Lee è un altro degli attori, molto legato a Lam Kim-sum sia dalla quotidianità di trenta anni di palcoscenico insieme, sia da un'attrazione evidente e pudicissima. A casa, la grande attrice ha un marito un po' nervoso, e una figlia in odore di ambiguità con un'amichetta sempre in giacca e pantaloni. Un giorno da Singapore, come apprendista attrice, arriva Yuk-sheung, ossia Anita Yuen, timida, silenziosa e piena di lividi, perché il padre la picchia. Da Singapore arriva anche il ragazzo che le piace, con la mamma-matrona che gli corre dietro e detesta l'opera...
Hu-Du-Men sembra superficiale e lento all'inizio, ma dopo un po' prende quota portandosi dietro chi guarda, diventando credibile anche in quei surplus di sceneggiatura tipici del cinema di emozioni cantonese. Il titolo è il nome di una linea immaginaria che sul palco separa e sdoppia l'attore d'opera dalla vita reale, rendendolo disciplinatamente dedito solo allo spettacolo. Naturalmente non è tutto così facile: Josephine Siao si veste da uomo tanto sotto i riflettori quanto nella vita privata per esempio, anche se però è vero che mentre in scena è autoritaria e professionale, a casa ha comportamenti da adolescente irresponsabile (colleziona fanaticamente i bollini dei supermercati, schiamazzando follemente di gioia quando vince qualcosa...); la fidanzatina della figlia, reale adolescente, ma dalla maturità precoce, la ammira come attrice ma la deride un po' come signora... Le sfaccettature insomma sono tante, e infatti a lezione di inglese Josephine dichiara a un professorino britannicamente fuori dalle cose terrene, che lei di mestiere interpreta uomini, molti uomini. Ed è vero, perché già solo durante le rappresentazioni teatrali è accanto ad Anita Yuen nel doppio ruolo dapprima di figlio, e poi di fidanzato (con il fidanzato vero di Anita Yuen, l'innocuo Daniel Chan, tra il pubblico). Questo allora è un film sull'opera cantonese che si riflette nel cinema di Hong Kong, e lo fa al femminile. Fin dalla nascita questa forma di teatro non ha mai smesso di evolversi e di cambiare, e quindi si presta bene all'identità di Hong Kong, divisa tra occidente e oriente (il regista della compagnia, nel film, è infatti un giovanissimo cinese americanizzato). Il personaggio di Josephine Siao asseconda la doppia immagine di certe attrici di Hong Kong spesso in panni mascolini (Brigitte Lin, la stessa Anita Yuen, famosa maschiaccia cinematografica, rovesciata in Hu-Du-Men e proposta prima figlia, poi madre); Josephine Siao donna/attrice e uomo/donna, ma non solo, perché Josephine Siao doppia anche se stessa nel tempo, nella scena in cui, a palcoscenico vuoto e buio, lei e il suo compagno di scena Waise Lee si congedano, proprio come accadeva decenni prima in Purple Night, antico film di Chor Yuen nel quale la ballerina (Josephine) e il compositore (Patrick Tse) erano costretti a separarsi, perché lui era già impegnato con un'altra nella vita reale (e giustamente in Hu-Du-Men è lei ad essere impegnata con un altro, appunto perché sul palco veste ruoli maschili, e quindi nella ripetizione della scena di Chor Yuen, prende i panni che erano stati di Patrick Tse!). Piani di lettura che si specchiano all'infinito, dunque. Ma l'importante è che in Hu-Du-Men, si ride, ci si commuove e si ha anche l'impressione che non tutto si sviluppi compiutamente, qualcosa di irrisolto rimane a ricordarci che si vive come si può, facendo alcune cose bene e altre male. Non un grande film forse, ma nemmeno un film piccolo, bensì una grande prova di attori, con Josephine Siao buffa e vecchia che gioca con se stessa, inimitabilmente brava.

Hong Kong, 1996
Regia: Shu Kei
Soggetto / Sceneggiatura: Raymond To
Cast: Josephine Siao, Anita Yuen, Waise Lee, Chung Ging, Daniel Chan

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