"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Inner Senses

Inner SensesInner Senses è un unicum alla moda nella tradizione del cinema horror hongkonghese, visibilmente influenzato dagli ultimi grandi successi del genere, orientali (Ring, Nightmares in Precint 7) e occidentali (Il sesto senso, Le verità nascoste). L'ibrido che ne deriva coinvolge all'inizio, poi sconcerta, infine si riprende con un finale di rara potenza visiva: ma la sensazione ultima è che la trama sia troppo sfilacciata per poter reggere le grandi ambizioni di partenza. La pellicola funziona meglio come contenitore di emozioni già provate, di sensazioni forti ad effetto, un diario di piacevoli ricordi. Proprio come nel succitato film di Zemeckis lo spettatore sa che arriverà il colpaccio a spaventarlo, crede di intuirne avvento e impatto, ma viene sempre anticipato di un secondo. Se la tensione viene scaricata hic et nunc, gli interrogativi principali non hanno purtroppo la forza di coinvolgere nell'inevitabile stasi che raccorda le sequenze da brivido.
Colpa principalmente del soggetto di Yeung Sin Ling, che prevede solo due protagonisti, troppe coincidenze e un finale che richiama senza particolare umiltà Rouge di Stanley Kwan. Leslie Cheung è Jim, uno psicologo stimato cui un amico sottopone un caso molto interessante: la cugina di sua moglie soffre infatti di disturbi onirici che la portano a vedere fantasmi. Al culmine del suo malessere la ragazza (Karena Lam) tenta più volte il suicidio. Il dottore si impegna quanto più possibile per cercare una soluzione psichiatrica e quando sembra essere riuscito nell'intento è lui che comincia ad essere tormentato da incubi insostenibili.
Il maggior rammarico è che rispetto agli epigoni citati, Inner Senses non decide da che parte stare: a volte pare che acceleri sul versante horror, altre che sostenga una soluzione razionale, da thriller metafisico, altre ancora che rallenti cercando il ritmo del melodramma fantastico. Il continuo altalenare stanca il fruitore dell'opera, soprattutto quello meno ingenuo o con meno pazienza da spendere. La regia di Law Chi Leung, da sempre braccio destro di Derek Yee, è all'altezza e sa sfruttare con abilità le possibilità dello script. Non perde infatti occasione di inquietare e si eleva nell'epilogo, dove riesce ad inventare un inseguimento dal nulla. Non ancora un veterano, Law dimostra di possedere i fondamentali del caso, mancando più che altro di polso nella direzione degli attori. Leslie Cheung e Karena Lam (la grande rivelazione della stagione cinematografica) paiono spaesati e la povertà di materiale umano di contorno nuoce invece di aiutare: solo Maggie Poon, attrice giovanissima da tenere d'occhio, conferma le buone parole spese per lei in altre circostanze.

Hong Kong, 2002
Regia: Law Chi Leung
Soggetto: Yeung Sin Ling
Sceneggiatura: Law Chi Leung, Yeung Sin Ling, Derek Yee
Cast: Leslie Cheung, Karena Lam, Waise Lee, Valerie Chow, Maggie Poon

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