"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Interactive Murders

Interactive MurdersIl misterioso Jash ha rapito Anna, famosa cantante, e ora si diverte a tenere in scacco la polizia diffondendo sibilline informazioni tramite un sito internet. Il capo della polizia, nonostante i dubbi del suo primo agente, Roy, si vede costretto a richiamare in servizio Mo, poliziotto modello con il vizio del gioco, che ha dato le dimissioni a causa dei debiti contratti e ora si arrabatta come guardia del corpo. Tra Jash e Mo inizia un pericoloso gioco d'intelligenza che coinvolgerà ben presto altri due celebri volti dello spettacolo. Nell'intricato meccanismo entra anche Shana, una ragazza fragile e sperduta che sostiene di avere delle visioni sulle prossime mosse del rapitore. Ma non tutto è come appare e la verità risulta essere sempre un passo oltre le intuizioni della polizia...
Billy Tang, ormai assestatosi sui thriller d'ispirazione hollywoodiana, confeziona uno di quei filmetti da sabato sera televisivo che possono intrattenere per il tempo necessario alla visione, ma vengono dimenticati una volta fruiti. Senza dubbio ci sono abbastanza sconvolgimenti di fronte sufficienti a mantere desta l'attenzione, il problema risiede piuttosto in una struttura vacillante che stenta a contenere idee sulla carta promettenti. L'andamento episodico, costringendo la pellicola in settori delimitati non comunicanti tra loro, pregiudica la compattezza espressiva necessaria a rendere credibile la storia e i personaggi. Nella prima parte i giochetti interattivi da settimana enigmistica imperversano (dal classico trova le quattro differenze, con tanto di split screen, fino a indovina chi), per venir soppiantati da un'atmosfera a cavallo tra il paranormale e Il sesto senso nella seconda, fino all'esponenziale avvicendamento di doppi e tripli giochi nella terza. Salti non correlati o giustificati coerentemente, che danno l'impressione di assistere più all'incerta fusione di tre cortometraggi che a un film omogeneo. Soprassedendo sulle solite parentesi comiche (l'abusato cliché dei poliziotti incompetenti e svampiti), ci si avvicina alla rivelazione finale. Ogni pezzo pare andare allora al suo posto, tanto che per un istante si è tentati di considerare Interactive Murders film più intelligente di quanto non si volesse ammattere; a ben rifletterci rimane però più un'impressione, dacché il meccanismo è mal tarato, assente com'è un qualsiasi tentativo di coinvolgimento emotivo. Lo spettatore assisste passivo al dispiego sistematico di ogni trovata ad effetto, senza sentirne una reale necessità. Merito anche di una recitazione sottotono, vacua, tra gli eccessi di Ken Wong (le sue espressioni esasperate rasentano l'irritante) e l'apatia colpevole di Nicola Cheung, evidentemente sperduta ben oltre le necessità di copione; unico a suo agio rimane Andy Hui, con quell'aria sorniona di chi non si prende troppo sul serio. Billy Tang, meno volatile del solito, cristallizza la regia in calibrati movimenti di macchina, privilegiando primi piani e dettagli; il risultato è un film controllato ma meno personale del solito.
Come sempre più spesso ci si ritrova a constatare, un'occasione buttata via.

Hong Kong, 2001
Regia: Billy Tang
Soggetto / Sceneggiatura: Felix Chong
Cast: Andy Hui, Ken Wong, Nicola Cheung, Ronald Cheng, Irene Santiago Casiano

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