"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Invisible Target

Invisible TargetTre poliziotti, due scafati e uno alle prime armi, alla caccia di una feroce banda di rapinatori che si lascia dietro, dopo ogni colpo, una scia di sangue e cadaveri. Con Invisible Target Benny Chan torna all'azione spericolata, fatta di esplosioni, coreografie pazzesche e sparatorie cruente. Il tutto a discapito dei personaggi, monocordi: nella fiera della vetrata rotta non risaltano né i buoni, compreso il figlio di Jackie Chan, Jaycee, né i cattivi, più atletici. Probabilmente è colpa dei coproduttori cinesi che, vogliosi di globalizzazione, scelgono la via buonista al poliziesco, in cui la legge trionfa a discapito dalla storia.

Sceneggiatura, sempre di Chan, tutta incentrata sugli stunt, ma poco abile nel miscelare momenti mélo e colpi di scena. Sono proprio le sequenze pericolose, però, in grado di rivitalizzare un prodotto altrimenti mediocre, troppo figlio delle tabelle del marketing e dalla avidità nel voler fare cassa e recuperare subito quanto speso. Missione in parte riuscita: gli ottimi risultati al box office dimostrano che il pubblico di Hong Kong ha ancora voglia di vedere il pericolo su grande schermo, se montaggio, fotografia ed effetti speciali sono all'altezza delle aspettative; e se gli attori sacrificano il proprio corpo con credibilità. Shawn Yu e Nicholas Tse, che combattono spalla a spalla il dinamismo del cattivissimo Wu Jing - sempre più credibile come alternativa giovane di Jet Li -, rispondono presente, lasciando ipotizzare un primo passo verso il ricambio generazionale dello star system che conta.

Hong Kong, Cina, 2007
Regia: Benny Chan
Soggetto / Sceneggiatura: Benny Chan, Melody Lui, Ling Chi-man
Cast: Nicholas Tse, Shawn Yu, Jaycee Chan, Wu Jing, Andy On

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