"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Jiang Hu: The Triad Zone

Jiang Hu: The Triad ZoneSpesso il botteghino è bugiardo; non bastassero i considerevoli incassi, è seguito il plauso della critica, che ha candidato Jiang Hu: The Triad Zone a ben quattro premi all’edizione del 2001 degli Hong Kong Film Award. Viste le referenze difficile non pensare a un capolavoro assoluto, poi, per fortuna, sono gli stessi critici che, capito l’errore commesso, tornano sui propri passi e non assegnano nessun premio alla pellicola di Dante Lam. Uno strano action movie che dimostra tutti i limiti della nuova generazione di cineasti. Indecisa tra commedia e azione, la pellicola porta in primo piano la storia di un boss delle triadi, Jim Yam, e dell’umanità che lo circonda: il fido Yue, valorosa guardia del corpo poco platonicamente invaghita del suo capo; la moglie Sophie, pazzoide e umorale; il giovane Tiger, piccolo delinquente con tanta voglia d’emergere. Al festival degli stereotipi partecipano anche un poliziotto di nome Wilson Yip, un santone interpretato con bizzarro masochismo da Anthony Wong e un panorama di criminali che spazia dal galeotto sempre fedele al suo boss (Eric Tsang) sino allo scagnozzo di strada pronto a sacrificarsi.
Al di là di qualche battuta riuscita, soprattutto in considerazione del fatto che è una voce interna al genere che fa il verso alla recente produzione cinematografica cantonese, il tono generale è fiacco, la regia stanca e incapace di aiutare gli interpreti ad entrare in parte. Problemi derivanti in gran parte da una sceneggiatura ben distante dalla realtà quotidiana, dal ritmo discontinuo e frammentato tra flashbacks, situazioni e registri opposti. Il senso del ridicolo, indispensabile in ogni parodia, non è mai sotto controllo, e il rischio è quello di pasticciare con i vari generi (commedia, azione, mélo, noir) e con le varie citazioni, senza peraltro approdare a nulla di concreto.
Alcuni degli attori migliori del cinema dell’ex colonia britannica sprecano il loro talento. Tony Leung Ka-fai ha ormai un carisma tale che basta la sua presenza per riempire lo schermo e Sandra Ng è appena un gradino sotto di lui. La loro capacità di prendersi in giro non è in discussione, così come il loro mestiere e la loro facilità nell’essere cialtronescamente credibili. A non convincere è l’intero cast di comprimari, che si accontentano di apparire tra una sequenza e l’altra tanto per far passare il tempo. Non succede quasi nulla, qualcuno si spara ma non muore nessuno e la noia non tarda a prendere il sopravvento. Senza arrivare al disastro completo, sfiorato più volte, con Jiang Hu: The Triad Zone non ci si discosta da una mediocrità di fondo che lascia l’amaro in bocca.

Hong Kong, 2000
Regia: Dante Lam
Soggetto / Sceneggiatura: Amy Chin, Chan Hing-kar
Cast: Tony Leung Ka-fai, Sandra Ng, Roy Cheung, Lee San-san, Samuel Pang

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