"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Leaving Me, Loving You

Leaving Me, Loving YouDoveva trattarsi del ritorno all'intimità per Wilson Yip, che dopo il successo critico ed emozionale di Juliet in Love si era perso in potenziali blockbuster dagli esiti contrastati (l'action Skyline Cruisers, il fantascientifico 2002, la commedia sentimentale Dry Wood Fierce Fire e il teenageristico The Mummy, Aged 19). Doveva inoltre essere il film della svolta per Leon Lai, che pur di tornare alle atmosfere di Comrades, Almost a Love Story si è scritto il soggetto e ha tenuto le redini della direzione creativa. In realtà Leaving Me, Loving You, interamente girato a Shanghai in mandarino, somiglia più a un algido spot pubblicitario della città cinese - tutta grattacieli di vetro, interni lussuosi, scorci rassicuranti di pianificazione urbana - piuttosto che a un delicato poema sull'amore (e la sua assenza), come con ogni probabilità avrebbe aspirato a essere. Lo sguardo sulla città, contraltare smaliziata della Hong Kong di qualche anno orsono, risulta acritico e appiattito sulla mentalità pubblicitaria da pro loco, falsa quanto pretestuosa nello sfavillio dei fuochi d'artificio; discorso ben diverso - dunque - dalla vertigine popolare messa in scena in Chungking Express o dalla nostalgia artificiale di City of Glass, che pure erano cartoline fluorescenti che contribuirono alla notorietà turistica del luogo.
La storia ruota intorno a Zhou, dottore a domicilio con problemi relazionali, e Xin, fredda organizzatrice professionista di party. Nel mondo asettico della società bene, i due si amano, si perdono, vorrebbero ritrovarsi. Hanno dalla loro il fato: Xin deve organizzare la festa di compleanno di un vecchio nababbo perso nei suoi ricordi, ma a causa dell'età deve consultare il suo medico - naturalmente Zhou. Il loro amore in trasparenza sembra spegnersi, a causa di gesti di routine che li ingabbiano in due mondi contigui, ma separati. Ciononostante una filigrana d'empatia li fa viaggiare su binari paralleli, uno scorrere cui non devono far altro che abbandonarsi. Ricco di particolari, con una cura tra lo stordente e lo stridente per la messa in scena - la scelta dei colori, delle inquadrature, del ritmo ipnotico, delle musiche (che invertono marcia dall'elettronica d'atmosfera al cantopop) - Leaving Me, Loving You è un film mentale di ricordi ed ellissi. Raffreddando qualsiasi emozione, Wilson Yip destruttura il sentire, saturando fino all'eccesso immagini e suoni, in modo da lasciar emergere il silenzioso vuoto di una città - e di due persone.

Hong Kong, 2004
Regia: Wilson Yip
Soggetto / Sceneggiatura: Leon Lai, Wilson Yip, Kwok Chi-kin
Cast: Leon Lai, Faye Wong, Zhou Yue, Xiao Hai, Jiang Yihong

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