Life Gamble

Scritto da Stefano Locati. Postato in FILM

Life GambleGli scontri per impossessarsi di un prezioso gioiello sono il pretesto per una serie di doppi e tripli giochi tra un nutrito gruppo di comprimari. Quattro fuorilegge entrano in possesso di un prezioso artefatto. Invece che spartirsi i frutti del maltolto, decidono di tentare la fortuna e di metterlo in palio in una casa da gioco d'azzardo: solo uno di loro potrà vincerlo. La notizia della sfida trapela e altri personaggi tentano di impossessarsi del monile, ciascuno per motivi diversi. Tra questi: uno spadaccino a cui sono stati rubati i pugnali da lancio, una dama famosa per il suo letale sorriso, accompagnata da un lottatore esperto nell'uso della frusta, un poliziotto accompagnato dalla figlia, un riverito fabbro in incognito, una intrattenitrice, un anziano ladro, nonché il maestro della casa da gioco e il legittimo proprietario della merce trafugata. Una selva di nomi, volti e destini che intessono una fitta rete di relazioni pur di entrare in possesso del gioiello.

La scelta più interessante di Life Gamble, probabilmente imposta dalla mole di personaggi, è quella di dividere la narrazione in due parti distinte: la prima, quasi totalmente priva di scene d'azione, è dedicata a introdurre i personaggi e le accurate mosse che potrebbero portarli alla vittoria, la seconda, sostanzialmente una serie ininterrotta di duelli, affronta la risoluzione dei conflitti. Il soggetto mette in luce la famelica avidità del genere umano, dove i singoli sono pronti a qualsiasi inganno pur di emergere, ma il film nel suo complesso risente di una certa meccanicità di fondo. L'alto numero di protagonisti non permette una loro caratterizzazione definita, mentre le motivazioni che muovono ciascuno sono abbozzate disordinatamente. Anche trucchi e contromosse che creano temporanee alleanze sono snocciolati in tutta fretta, in un processo di accumulo indiscriminato. Chang Cheh gestisce la materia con poca grazia, senza il furore tipico della prima parte della sua carriera: a distinguersi, oltre le improbabili pettinature e alla spoglia laconicità delle location, sono solo alcune armi e tecniche segrete, poco realistiche, ma gustose nella loro scriteriata inventiva. Alexander Fu Sheng, presentato come protagonista assoluto, tanto da essere inserito da solo e per primo nei titoli di testa, è in realtà solo un personaggio secondario (si limita a roteare coltelli con espressione imbronciata in tutte le inquadrature): più centrali sono Lo Meng e soprattutto Phillip Kwok, che risulta essere il raccordo tra tutti i personaggi. Film minore e tutto sommato trascurabile.

Hong Kong, 1979
Regia: Chang Cheh
Soggetto/Sceneggiatura: Ni Kuang, Chang Cheh
Cast: Phillip Kwok, Lo Meng, Alexander Fu Sheng, Johnny Wang, Ku Feng, Kara Hui

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