"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Life Is a Miracle

Life Is a MiracleLife Is a Miracle racconta la parabola discendente di una donna, Tracy, colpita da un cancro incurabile. La sua vita - un marito fedele, la speranza di avere un figlio, un lavoro da assistente sociale - è sconvolta, ma dopo un primo momento di sbandamento, riuscirà a trovare la forza per affrontare con coraggio la malattia e per aiutare gli altri pazienti dell'ospedale in cui è ricoverata. Ambientato in Canada, a Vancouver, ma parlato per lo più in cantonese e interpretato da attori hongkonghesi, il film è la seconda prova dietro la macchina da presa per il regista Kwan Shun Fai. Un approccio personale, il suo, dato che la storia, vera, lo riguarda in prima persona (come testimonia il breve video-clip che chiude l'opera). Si capisce che Kwan, onesto mestierante privo di guizzi, è coinvolto anima e corpo dal progetto, visto che è lui a scrivere, dirigere e montare il tutto.
Al di là degli incassi interessanti, che ne hanno fatto un outsider al box office, Life Is a Miracle è un melodramma prevedibile, retorico e noioso. Il problema non è tanto lo sguardo parziale di una casa di produzione cattolica, ma lo spirito da propaganda, che facilmente nausea chi non è interessato al solo argomento religioso. La piattezza della realizzazione fa pensare più a una soap opera che a una pellicola cinematografica. Il fatto di essere passati dal video digitale ai canonici 35 millimetri non giustifica l'automatico salto di categoria, soprattutto se làtita la qualità della messa in scena. Le tre virtù teologali (fede, speranza e carità) e le quattro cardinali (prudenza, giustizia, fortezza e temperenza) sostituiscono pateticamente la sceneggiatura, e in mezzo al buonismo imperante e alla melassa che abusa di metafore e simbolismi (candele e crocifissi come se piovesse), affogano anche gli attori, tutti alle prime armi. E' un peccato vedere sprecato in questo modo il discreto charme di Nadia Chan, che sa alternare sorrisi e lacrime al momento giusto, ma che finisce - allegoricamente - per predicare nel deserto. Completa il quadro l'intrigante musica di Cacine Wong, sdolcinata e ripetuta ad oltranza ma non del tutto spiacevole.

Hong Kong, 2001
Regia: Kwan Shun Fai
Soggetto / Sceneggiatura: Kwan Shun Fai
Cast: Nadia Chan, Mark Kwok, Natalie Au, Peter Yang, Siu Kam Chi

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