"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Love Correction

Love CorrectionI sintomi di un cinema usa e getta ci sono tutti: due attori di media portata per attirare gli spettatori meno scafati; una storia inesistente perché una sceneggiatura non serve se si possono rubare idee qua e là; un cast di supporto poco presente ma quanto basta per fare numero (minimo); la regia affidata al primo nome disponibile. Le premesse di Love Correction non sono entusiasmanti. Ed è un peccato vedere coinvolto in un progetto di tale mediocrità il nome di Marco Mak, eccellente montatore, spinto ad abbandonare il riparo dietro le quinte per passare a dirigere in prima persona. Come si può negare la situazione di crisi di un cinema che, letteralmente, costringe i suoi migliori tecnici a improvvisarsi registi? Love Correction è la solita commedia rosa che ha in Sliding Doors il suo principale referente: Emma ha un fidanzato bello e in carriera, un’amica impicciona, Porsch, e un collega, Anson, amico / nemico che non ha il coraggio di rivelarle il suo amore. Dopo equivoci - piuttosto banali e mal costruiti - la coppia si sfalda e si ricostruisce e ancora si sfalda affinché i due protagonisti Athena Chu e Nick Cheung possano coronare il loro sogno d’amore.
La novità sta nel fatto che, dopo il primo tempo, si ricomincia da capo. Una volta raggiunto il culmine emotivo, la storia, tragicomica fino allo spasimo, offre la possibilità alla superstiziosa protagonista di esprimere un desiderio e tornare indietro per riparare agli errori commessi. Interessante il tentativo di mettere in primo piano la superstizione e la creduloneria tipiche della cultura cinese e di ridicolizzarne i fondamenti. La morale è che il fato non può essere aggirato neanche con i sotterfugi più incredibili, e che la vita va vissuta fino in fondo, senza rimpianti e senza guardare indietro. Ma la favoletta si trasforma in retorica spicciola e l’insegnamento sa tanto di lezioncina pedantemente scolastica. Cosa promuovere del film? Solo la verve della simpatica Monica Chan, irresistibilmente oca: meriterebbe più spazio e maggiori attenzioni. Senza possibilità d’appello tutto il resto. Tremendamente ammiccante il contorno, stucchevole il modo in cui sono utilizzati i due protagonisti. Per non parlare di soggetto e sceneggiatura, rivolti senza mezzi termini al pubblico (televisivo) più giovane e ai fan delle due popstar che dividono il cartellone.

Hong Kong, 2000
Regia: Marco Mak
Soggetto / Sceneggiatura: Sharon Hui
Cast: Nick Cheung, Athena Chu, Monica Chan, Emily Kwan, Lee Siu-kei

Free Joomla templates by L.THEME