"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Love Cruise

Love CruisePochi mesi dopo il successo di L...o...v...e... Love inevitabilmente arriva un seguito. Spurio e opera di tutt'altre mani, Love Cruise ripropone protagonisti e situazioni del film di Matt Chow. Anche in questa circostanza possiamo parlare di chasing girls comedy a base di sole, mare e belle ragazze. La storia è un po' più complessa di quella del prototipo ed è più smaccatamente demenziale. Qui le bellezze (quattro cantanti in crociera per una serie di concerti) passano in secondo piano e dominano la scena i tre paparazzi che le braccano in cerca dello scoop piccante. Contro di loro due spietati rivali, decisi a rovinare la rivista per cui i tre amici lavorano, e la leader del gruppo, che deve evitare scandali e flirt per mantenere un promettente contratto discografico.
Parole e attori, poco altro: al di là di un incipit (anche troppo) lungo per presentare i personaggi e le loro capacità (sentimentali), la trama si sgonfia proprio mentre avanza. Il senso di sbandamento è acuito da una regia impersonale, che si limita a portare a destinazione la barca senza addossarsi eccessive responsabilità. Dick Cho dal resto non è il primo della classe, e si vede, anche se come direttore artistico aveva partecipato a quel Chasing Girls (Eric Tsang, 1981) di cui Love Cruise vorrebbe essere aggiornamento e omaggio. Bisogna dar credito agli artefici di non aver completamente mancato il bersaglio. Volendosi accontentare di un film chiaramente minore e senza particolari pretese d'intelligenza, si finisce per ridere ed uscire dalla visione di buon umore. Con la stessa volatilità di una barzelletta (un po' piccante), che al momento punge ma che poco dopo è già bell'e dimenticata.
Il cast è assemblato con la chiara idea di unire volgarità e raffinatezze (niente nudi, doppi sensi limitati allo stretto necessario, un ricorso al grottesco non troppo banale). Nat Chan, anche produttore (proprio come per L...o...v...e... Love) continua con la macchietta dell'uomo medio, che si crede più furbo di tutti ma che finisce per prenderle da chiunque; Emotion Cheung si distingue in una parodia rancida di Jim Carrey, a suon di sorrisi dentuti e espressioni fumettosamente stralunate. Il gusto di stantìo che si assapora deriva proprio da una totale mancanza di originalità nella caratterizzazione. Le quattro ragazze fanno il loro dovere, esponendo la giusta dose di pelle e rimandando direttamente al connubio popolare spiagge assolate + bikini ammiccanti = avventure facili. Se a loro si aggiunge una folta schiera di comprimari (il solito Vincent Kok; Simon Loui accompagnato da Emily Kwan, maliarda dark; Lee Lik-chi, buffo e spiritoso) e una presa in giro a dir poco grossolana ma evidente della coppia del momento (Ekin Cheng e Sammi Cheng reduci dal successo di Feel 100%), la sensazione finale è, somma di tanti fattori negativi, quasi positiva. Sempre che si sia disposti ad accettare bêtise e stupidità come ingredienti principali.

Hong Kong, 1997
Regia: Dick Cho
Soggetto / Sceneggiatura:
Cast: Nat Chan, Emotion Cheung, Kristy Yeung, Angie Cheung, Annie Wu

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