Love Trilogy

Scritto da Valentina Verrocchio. Postato in FILM

Love TrilogyÈ un periodo in cui il cinema di Hong Kong è costretto a sottostare imbarazzato ai voleri delle coproduzioni mainlander che includono nei contratti di finanziamento scene girate nei paesaggi posticci della nuova Cina turistica. Con Wilson Yip lobotomizzato che firma, per esempio (che vergogna!) Leaving Me, Loving You, dimostrandosi schiavetto delle fantasie cafone della mente infantile e superficiale di Leon Lai, o Riley Yip che con Elixir of Love si mette a capo di un giocattolino, tipo giostrina a carica, tanto carino quanto vuoto e piuttosto insulso, Derek Chiu invece riesce a spuntarla miracolosamente, con un film pieno di sale in zucca e passione, delicato e sentito.
Si parte da Hong Kong, con una rediviva Anita Yuen sempre più giovane e brava e un Francis Ng sposato e collerico, coi duroni al cervello. I due, gravati da ogni genere di problema finanziario, con un matrimonio che va a rotoli un po' per finta e un po' per davvero, vanno in gita a Kunming non facendo altro che battibeccare sul nulla. Nel loro stesso hotel c'è una coppia di piccoli mainlander freschi di nozze, con una lei insicura e dalla lacrima facile e un lui più interessato alla collocazione migliore dello stereo nel salottino piccolo borghese della sua nuova casetta/scatoletta, che non al fatto che sua moglie sia incinta e impaurita. inclusi nello stesso giro turistico a base di serre di erbe aromatiche e templi di leggende mezze inventate, ci sono anche un ragazzo e una ragazza coreani, lei che va a letto truccata e si fascia e si impupazza nelle escursioni per proteggersi dai raggi UV, e lui che calmo e sereno, con una copia del Lost Horizon di James Hilton, osserva tutto, ricorda tutto, e ha tanta voglia di perdersi con curiosità nei casi offerti dal destino. Tutti vengono portati in giro da una giovane guida turistica cinese vestita da zingarella buffa, piena di piccoli e amorevoli consigli per tutti e di aneddoti tratti da libri occidentali fino a pochi anni fa proibiti dal regime comunista...
Love Trilogy è scritto benissimo da Aubrey Lam in stato di grazia, sempre ossessionata dalle dinamiche di coppia ma finalmente matura, grazie alla sinergia perfetta con Derek Chiu che incastra le immagini alla perfezione, e le monta con guizzi fantasiosi e originali. Il cammino, da Hong Kong (asfissiante, inquinata e trafficata) all'infinito della pace e dei paesaggi brulli e vasti dello Shangri-La è molto lungo, molto impervio, ma ricco di sorprese che fanno davvero crescere e riflettere, piangere e tirar fuori, con emozioni faticose e profonde, l'anima vera delle persone di oggi, incomplete e sfocate. Pur trattando argomenti che potrebbero essere noiosi, banali e legnosi, Love Trilogy non è mai prevedibile ed è invece, di minuto in minuto, sempre più accattivante e coinvolgente, trasportando lentamente lo spettatore nelle derive del sentire sé stessi con sincerità. Il film sembra dire tra le pieghe delle sue piccole storie che gli hongkonghesi non cambiano mai e sono recidivi, i cinesi ormai si stanno abituando ad aprirsi e ad accogliere tutti con un po' meno diffidenza del solito, e i coreani da una parte rimangnono fedeli come matriosche ai modelli tradizionali maschio / femmina, e dall'altra hanno veramente voglia e capacità di mettersi in gioco. Nessuna retorica, nemmeno nel citare Emma Bovary e Jane Austen, nessuna sbavatura, nemmeno nell'andare da una coppia all'altra, riprendendone gli ingolfamenti. E per di più c'è anche da ridere, basta affidarsi a Francis Ng che racconta le sue teorie (cosa hanno in comune Godzilla, Lady Diana e Camilla Parker Bowls?). Tuttavia quest'ultimo, davvero splendido e mite film di Derek Chiu sembrerà noioso e inutile a molti, a tutti quelli che al cinema ci vanno in cerca di ribrezzi e raccapricci. Da guardare soltanto con disponibilità, deponendo le armi.

Hong Kong, 2004
Regia: Derek Chiu
Soggetto / Sceneggiatura: Aubrey Lam
Cast: Francis Ng, Anita Yuen, Ruby Lin, Liu Yi, Michael Chow

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