Man on the Brink

Scritto da Alex Stellino. Postato in FILM

Man on the BrinkAlex Cheung è uno di quei registi che, come Ann Hui e Patrick Tam, esordisce sul finire degli anni '70 dopo un lungo tirocinio televisivo alla TVB e alla RTV. Ignorando questo, è difficile cogliere il senso della battuta che due gangster si rivolgono tra loro in una delle primissime scene del film: «Ma io ti ho già visto da qualche parte... Non eri per caso uno dei protagonisti di un telefilm di RTV...». Un poliziotto riceve l'incarico di infiltrarsi tra le triadi. Il contatto con quel mondo finisce per influenzarlo negativamente, facendogli perdere l'affetto della moglie e portandolo sull'orlo della schizofrenia.
Dopo il notevole Cops and Robbers di due anni prima, il regista torna a descrivere la squallida realtà dei bassifondi scrivendo, fotografando e dirigendo questo Man on the Brink, storia di un poliziotto infiltrato nelle triadi che viene progressivamente assorbito dall'ambiente circostante e finisce per rimanere schiacciato dalla schizofrenia del meccanismo. Cupo e senza speranza, il film mette in scena una violenza priva di codici morali e di alcun alone eroico o romantico, capace di esplodere senza preavviso e spiazzando lo spettatore, anche per la natura grottesca con cui talvolta si manifesta: nella stessa scena in cui un uomo ha il petto squarciato da un colpo di fucile, la macchina di una donna che sta facendo l'esame per la patente viene speronata in mezzo alla strada nel corso di un inseguimento, lasciando l'esaminatore sconvolto e lei convinta di aver fallito la prova per l'ennesima volta. Ma il senso del grottesco viene ottenuto anche stilisticamente, per mezzo del ricorso al ralenti, a deformazioni grandangolari e a riprese dal basso, come nel nerissimo finale all'interno del caseggiato in cui restano intrappolati i criminali, in balia della folla rabbiosa che si accanisce contro di loro, senza che la polizia possa fare più di tanto per fermarla. Nonostante le diversità di fondo, in Man on the Brink si colgono abbastanza chiaramente elementi che verranno raccolti in eredità tanto dal cinema di John Woo, quanto dalla futura serie degli Young and Dangerous di Andrew Lau, che riporterà alla ribalta il genere gagsteristico nel corso degli anni '90. Peccato che dopo questo film Cheung si sia perso per strada, dirigendo una manciata di film poco riusciti, ma soprattutto privi della forza e del coraggio dei precedenti.

Hong Kong, 1981
Regia: Alex Cheung
Soggetto / Sceneggiatura: Alex Cheung
Cast: Ngai Dik, Ga Lun, Gam Hing Yin, So Hang Suen, Ada Fung

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