"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Marry a Rich Man

Marry a Rich ManAll'inizio del 2002 tre pellicole si sono date furiosamente battaglia per cercare di ottenere il miglior incasso del nuovo anno lunare: da buon outsider Marry a Rich Man di Vincent Kok ha ottenuto a sorpresa la vittoria al botteghino. Un fatto che forse non avrebbe dovuto stupire così tanto e che permette di prendere nota di due o tre fatti importanti. 1) La conferma dello status di superstar di Sammi Cheng: in coppia con Richie Ren, con cui già aveva ottenuto ottimi responsi in Summer Holiday, raddoppia le sue potenzialità. 2) Vincent Kok, da sempre nell'ombra per le migliori menti di Hong Kong, esce definitivamente allo scoperto e raccoglie in prima persona quanto seminato in anni e anni di gavetta. 3) Il pubblico ha voglia di commedia, meglio se romantica, garbata e con un lieto fine ottimista.
Sammi Cheng e Richie Ren vanno in trasferta in Italia (perlopiù a Milano) alla ricerca del grande amore da impalmare. Unico requisito necessario, il patrimonio, che deve essere ingente. Come testimoniato dal titolo, lo scopo è trovare una controparte esageratamente ricca e convincerla a farsi sposare per poter vivere nel lusso e nell'agiatezza.
La critica ha biasimato la pellicola per la trama estremamente conservatrice e anti-femminista, e in effetti l'originalità non risiede da queste parti. Il tema principale propone una morale pericolosa se letta nel modo sbagliato - il miglior modo per risolvere i propri problemi è scendere a compromessi di comodo - e retriva, ma il contesto giustifica interpretazioni più leggere dell'assunto. Non si tratta di una lezione moral-pedagogica, bensì di una fiaba sentimentale che prende il mito di Cenerentola e lo rielabora in chiave moderna. La situazione è praticamente la stessa: una donna sull'orlo della maturità costretta da una situazione economica non proprio favorevole a sgobbare come un mulo; una serie di civette - le ex compagne di scuola - che hanno cambiato tenore di vita sposando uomini di successo; poche prospettive per il futuro; un ragazzo di bell'aspetto e dai modi raffinati incontrato non proprio per caso su una poltrona di prima classe durante il tragitto verso il viaggio dei propri sogni. In fondo non si tratta di comprare l'amore, ma di garantirsi un minimo di felicità (parole di uno dei personaggi, il ricco Wilson). Se poi al piatto principale, semplice ma sempre piacevole (e anche un po' stupido, ma nel senso positivo del termine), si aggiunge un contorno ricco di equivoci, di simpatici battibecchi e di smancerie assortite, il risultato è in grado di soddisfare tutti i tipi di palati.
E' la bravura di Kok a mettere in riga i vari fattori e a farli emergere al momento giusto. Il regista sa come dosare tempi e ritmi della commedia, aggiungendo qualche raffinatezza quando necessario e purtroppo cedendo in alcune circostanze ad un edonismo di maniera (le lunghissime retro-zoomate; i video-clip per le due popstar; le pennellate digitali un po' fuori luogo). Ma è soprattutto la verve dei due protagonisti, i cui volti sorridenti si sposano a meraviglia, a fare di Marry a Rich Man un prodotto compiuto e convincente.

Hong Kong, 2002
Regia: Vincent Kok
Soggetto / Sceneggiatura: Erica Li, Steven Fung
Cast: Sammi Cheng, Richie Ren, Candy Lo, Jan Lam, Wu Fung, Cheung Tat-ming

Free Joomla templates by L.THEME