Men Suddenly in Black

Scritto da Matteo Di Giulio. Postato in FILM

Men Suddenly in BlackDopo l'originale You Shoot, I Shoot Edmond Pang torna con un'altra sfrenata parodia del gangster movie. Confermando, con un prodotto ancora più convincente e divertente, il proprio esclusivo talento per la commedia. Men Suddenly in Black parte da un presupposto fin banale: quattro vitelloni che per cinque anni sono stati costretti dalla guardia serrata delle mogli a comportarsi bene cercano la propria rivalsa in un giorno di follie a base di scappatelle e prostitute. Caso vuole che le consorti per puro caso subdorino le intenzioni dei mariti e si mettano sulle loro tracce con l'idea di cogliere in fallo gli uomini e metterli di fronte alle proprie responsabilità.
Sagace, arguto, il film è strutturato come un noir - genere da cui non a caso proviene Pang come sceneggiatore -, per rovesciarne i luoghi comuni applicandoli alla voglia di adulterio dei protagonisti. I dialoghi parodistici e le situazioni finto-gangsteristiche (mille le citazioni, da classici di ieri e di oggi: la migliore prende di mira Infernal Affairs e vede Eric Tsang in un bordello a trattare con delle giovani molto sveglie) sono ingegnosi. Il cast è impressionante, non solo gli otto mattatori (più Tony Leung, impagabile), in assoluto stato di grazia, ma anche le decine di guest stars (Alan Tam, Teresa Mak, Maria Cordero, Lam Suet, Sandra Ng, il produttore Nat Chan, Sammo Hung, e via di seguito per un'incredibile passerella di stelle da riconoscere) che si prestano con simpatia per rendere più colorato e vitale l'affresco generale. Pang - e con lui i due co-sceneggiatori, autori di un grandissimo lavoro di cesello - si dimostra degno erede della miglior farsa cantonese: efficace, cattivo, capace di stringere e dilatare i tempi comici quando serve, simpatico, pessimista, ottimo nella direzione degli attori, addirittura geniale nel costruire gag a lungo termine, ricche di rimandi, raffinate e scatologiche al tempo stesso. Colpisce il ritorno alla scorrettezza tematica, all'intimismo demenziale e all'auto-ironia salace che prende in giro in prima persona artefici, protagonisti e pubblico senza timore di offendere nessuno. Ma anche senza volgarità, con la semplice voglia di coinvolgere, di divertire e stupire prendendo in esame un archetipo culturale (l'uomo che vuole concedersi l'avventura extra-coniugale per ritrovare se stesso) e costruendogli intorno un indispensabile compendio di banalità meravigliosamente assortite (le mogli vendicative, i primi amori di cui rifarsi, il vitellone capo-gruppo, le fughe rocambolesche per evitare di essere colti in flagrante, la nostalgia del passato che non torna) ribaltate secondo un punto di vista grottesco. Senza dubbio la migliore commedia del 2003.

Hong Kong, 2003
Regia: Edmond Pang
Soggetto / Sceneggiatura: Edmond Pang, Ye Nianchen, Erica Lee
Cast: Eric Tsang, Jordan Chan, Chapman To, Gu Zong Chao, Teresa Mo

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