"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Merry-Go-Round

Merry-Go-RoundMerry-Go-Round racconta le storie di due donne e dei loro rientri da San Francisco a Hong Kong: Eva (Nora Miao), specializzata in medicina tradizionale cinese, che ritorna dopo 50 anni per impedire al nipote di vendere la farmacia posseduta dal bisnonno e ora in disuso, e Nam (Ella Koon), una giovane smarrita e difficile che, dopo aver ricevuto la notizia di esser malata di leucemia, arriva alla ricerca di un ragazzo conosciuto su internet. Una volta a Hong Kong, Nam si ritrova per caso a  lavorare con Zio Lam (Teddy Robin Kwan), anziano e un poco scorbutico gestore del deposito di sarcofagi di un cimitero, legni laccati vecchi anche di decine di anni, in attesa che qualcuno un giorno arrivi a reclamarli dalla Cina continentale e li riporti, finalmente, a casa. Presto l’intreccio dei personaggi si chiarisce, quando Nam stessa scopre che il ragazzo che sta cercando, Allen (Lawrence Chou), è proprio il nipote di Eva.

La storia, scritta a quattro mani da Clement Cheng (fresco di vittoria agli Hong Kong Film Awards con il piccolo-grande Gallants) e Yan-yan Mak (Butterfly), viaggia sui binari della nostalgia e i paralleli tra generazioni che faticano a capirsi e condividere dei valori - la medicina cinese e internet, i cimiteri e la speculazione immobiliare, l’era dell’emigrazione dalla povera Hong Kong di inizio secolo e quella che vede l’ex colonia inglese diventata polo di attrazione anche per cinesi espatriati - e, aiutata dall’atmosfera polverosa e decadente di cimiteri e negozi di essenze farmaceutiche, approda nel porto melò della poetica di rimorsi e rimpianti sopiti nelle ceneri del tempo. A scandire il tutto flashback che tratteggiano la giovinezza di Eva nella Hong Kong degli anni ’50, prima che decidesse di partirsene per l’America e finire per stare lontana più di 50 anni dalla madrepatria.

Merry-Go-Round è un film in un certo senso ambizioso per il numero di ingredienti buttati nel calderone (una cosa che mai ha impaurito un regista di quelle parti, comunque), impreziosito da un’atmosfera a suo modo genuina e unica, ma che non riesce a compiersi fino in fondo. Forse perché frenato da un'ambizione da cinema d’autore un po’ all’europea quando cerca di spiccare il volo nelle parti più sentite e commoventi: come sulle vicende dei lavoratori cinesi immigrati negli Stati Uniti per costruire le ferrovie della costa occidentale e ritornati in Cina su barconi che ne trasportavano le casse da morto numerate e inventariate quasi fossero una semplice merce; casse che ancora giacciono nel cimitero sotto le cure di Zio Lam, in attesa che qualcuno che nemmeno sa dove siano le reclami.
Piccolo cinema indipendente, insomma, bruciato in parte dalla voglia di vendersi per una cosa diversa da ciò che ne costituisce l'essenza e da una sceneggiatura balzellante, ma nobilitato da un cast di protagonisti e comprimari capace di emozionare davvero, con in testa un enorme Teddy Robin Kwan e una vissuta Nora Miao, affiancati da una brava Ella Koon in un doppio ruolo interpretato da applausi.

 

Hong Kong, 2010
Regia: Yan-yan Mak, Clement Cheng
Soggetto/Sceneggiatura: Yan-yan Mak, Clement Cheng
Cast: Ella Koon Yun-Na, Nora Miao,Teddy Robin, Lawrence Chou Chun-Wai, Lu Yulai.


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