"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Modern Romance

Modern RomanceModern Romance, del 1994, è un film datato, in ritardo di una decina d'anni: una commedia a episodi sulla falsariga di quelle di successo negli anni ottanta. L'estetica cheap salta subito all'occhio, dai costumi alle scene, e lo script è altrettanto stantìo. La macchina da presa inquadra quattro amiche, colte nel pieno della giovinezza e dello splendore, e le segue una per una alla ricerca dell'amore. Frankie è una lesbica autoritaria che senza volerlo si ritrova incinta e corteggiata da uno spasimante indefesso; Chanel una mangia uomini che quando trova l'uomo ideale scopre il significato della parola gelosia; Ady una ragazza troppo superstiziosa che sogna il principe azzurro come predettole da un indovino; Liza è tanto spregiudicata da flirtare con tre uomini contemporaneamente e da costringerli a provarle la propria passione a costo della vita.
Diretto da quattro registi, ma scritto da uno solo (purtroppo Wong Jing), Modern Romance non risente particolarmente della coesione di quattro diverse anime, in ciò aiutato dalla frammentarietà della narrazione. Paga però, e non poco, un soggetto e uno sviluppo in fase di sceneggiatura tutt'altro che brillanti. Emerge senza mezzi termini l'umorismo greve e spicciolo di Wong, palesato da alcune situazioni in cui la volgarità prevale: il genere donne che parlano di sesso, senza pettegolezzi piccanti né discorsi interessanti, perde smalto. In questo caso le quattro fanciulle non fanno che riproporre luoghi comuni dell'immaginario maschile. La trasposizione in chiave opposta di desideri (le donne attive e moderne che agiscono con decisione senza aspettare la prima mossa della controparte) e aspettative (sono bellissime e un po' oche, e non conoscono tabù sessuali) prettamente virili suona stonata e sciovinista. L'aspetto moderno dell'amore oggi sarebbe il fatto che una donna abbbia il coraggio di chiedere il primo appuntamento? O che si ispiri al presunto idolo femminista Lorena Bobbit? La conclusione, nel segno della felicità matrimoniale, è alquanto conservatrice, e deprimente perché si cerca di farla passare per quello che non è, sincera e plausibile.
C'è comunque qualcosa che funziona: qualche situazione del primo episodio (quello di Ady) e del secondo (protagonista Liza), con il divertente spunto di una roulette russa improvvisata per mettere alla berlina degli spasimanti tutt'altro che eroici. Sono i primi due episodi a mettere in discussione il ruolo dell'uomo nel rapporto di coppia, e a tentare una visione meno di parte, anche se, poco casualmente e con assoluta mancanza di tatto, le ultime due parti tentano ogni espediente pur di rovesciare le prime conclusioni (una lesbica convinta a tornare donna e a diventare moglie e madre) e riportare sul piedistallo la figura del maschio (che nel finale trova il modo di discolparsi da un'accusa di adulterio puntando sul pietismo filiale). Imperdonabile aver sfruttato così male la bellezza e il talento di quattro interpreti di primo piano come Sandra Ng (irresistibile quando fa la macchietta), Chingmy Yau, Christy Chung e Carrie Ng in un progetto anonimo.

Hong Kong, 1994
Regia: Andrew Lau, Lam Wai Lun, Lee Lik-chi, Wong Jing
Soggetto / Sceneggiatura: Wong Jing
Cast: Christy Chung, Carrie Ng, Sandra Ng, Chingmy Yau, Michael Chow

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