"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Mr. Nice Guy

Mr. Nice GuyJackie, di professione cuoco, conduce una trasmissione televisiva di successo a Melbourne. La sua vita tranquilla cambia dopo il rocambolesco incontro con una giornalista, che lo coinvolge suo malgrado in una lotta senza esclusione di colpi tra due bande rivali di narcotrafficanti.
Diciamola tutta, questo Mr. Nice Guy è veramente deludente. Le cause sono molteplici. Senza dubbio la più evidente è l'insipida regia di Sammo Hung1. Alla fine degli anni '80 il suo Dragons Forever aveva sancito il definitivo scioglimento del famoso trio dei blood brothers (Jackie Chan, Sammo Hung e Yuen Biao). A parte l'episodico Island of Fire (1990), Sammo e Jackie ebbero occasione di collaborare nuovamente solo nel 1995, quando Chan lo chiamò in qualità di coreografo per il pregevole Thunderbolt (regia accreditata a Gordon Chan, ma in realtà diretto a più mani). In quest'ultimo film Sammo dimostra di avere ancora talento da vendere oltre che grande creatività - vedi la spettacolare sequenza di lotta del pachinko. In Mr. Nice Guy le cose sono diverse. La regia è senza guizzi, impersonale, piatta - per fare un esempio, l'abuso dello step-framing nel sottolineare le sequenze più drammatiche è insopportabile - soprattutto lontana dai notevoli risultati da lui raggiunti nella prima metà degli anni '90, in particolare con il toccante Moon Warriors (1992) o l'altrettanto significativo Blade of Fury (1993). Quello che abbiamo davanti agli occhi è invece un regista demotivato2 che - per ragioni alimentari? - offre stancamente i suoi servigi ad un altrettanto svogliato Jackie Chan. Le gag sono scontate e ripetitive, e solo poche si salvano dal piattume generale (vedere la divertente sequenza delle porte ambientata nell'edificio in costruzione).
Anche dal punto di vista marziale Mr. Nice Guy delude non poco. Ciò che manca è la presenza del combattimento finale3 tra l'eroe e il cattivo di turno, soprattutto quando ad interpretare questo ruolo è il karateka australiano Richard Norton, noto agli appassionati per le sue parti di villain in moltissime pellicole - Twinkle Twinkle, Lucky Star (1985), Shanghai Express (1986), diretti dallo stesso Hung, oppure City Hunter (1993) di Wong Jing, dove le sue doti di fighter sono sfruttate in maniera più congegnale. Qualità che nel presente caso non sono valorizzate per niente; Norton si limita a fare la macchietta del gangster tutto d'un pezzo, con risultati che lasciano molto a desiderare.
Mr. Nice Guy conferma nuovamente che il Jackie Chan della seconda metà degli anni '90 ha ormai perso molto smalto ed è l'ombra di se stesso, incapace di regalare al suo pubblico pellicole paragonabili per fantasia e originalità a quelle del suo glorioso passato. Un vero peccato.

Note:
1. Nel film il nostro appare brevemente nella parte di uno sfortunato ciclista, così come sua moglie Joyce Godenzi, che interpreta una spettatrice dello show televisivo di Jackie. 
2. Sammo Hung avrà modo di riscattarsi l'anno successivo dirigendo, sotto l'egida di Tsui Hark, il più riuscito Once Upon a Time in China and America, sesto episodio della saga dedicata al celebre maestro Wong Fei-hung, con Jet Li nuovamente protagonista. 
3. Questa grave mancanza si nota anche in altri film dello stesso periodo con protagonista Chan: Rumble in the Bronx (1995) e Police Story IV: First Strike (1996), entrambi diretti da Stanley Tong.

Hong Kong, Australia, USA, 1997
Regia: Sammo Hung
Soggetto / Sceneggiatura: Edward Tang, Ma Mei Ping
Cast: Jackie Chan, Miki Lee, Richard Norton, Gabrielle Fitzpatrick, Karen McLymont

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