My Left Eye Sees Ghosts

Scritto da Matteo Di Giulio. Postato in FILM

My Left Eye Sees GhostsIn un anno povero e commercialmente di transizione, Johnnie To e Wai Ka-fai, sempre più inarrestabili, sfornano un poliziesco (stereotipato) e due commedie. My Left Eye Sees Ghosts parte dallo stesso spunto alla base di Visible Secret di Ann Hui - anche lì la protagonista (Shu Qi) vedeva gli spiriti con un occhio solo -, ribaltandone però le premesse orrorifiche in chiave bislaccamente comica. Sammi Cheng - rivoluta fortemente dai due registi dopo i grandi successi comuni in coppia con Andy Lau - è una presunta arrampicatrice sociale a cui nell'arco di pochi anni ne succedono di tutti i colori: prima le muore il marito ricchissimo in un incidente subacqueo, quindi la convivenza forzata con gli ostili parenti acquisiti, poi rimane coinvolta in un tremendo incidente stradale - o è un tentativo di suicidio? -, infine, salva per miracolo, si rende conto di aver subito un danno all'occhio sinistro che le permette di vedere gli spiriti. Uno di questi in particolare, un suo vecchio compagno di scuola scomparso misteriosamente in giovane età, le gira dispettosamente attorno, prima per il puro gusto di spaventarla, poi perché tra i due nasce una complicità maliziosa, un passo oltre l'amicizia.
Tagliata su misura per Sammi Cheng, la commedia rivela presto il populismo del mélo per tutti, ricco di buoni sentimenti, morale positiva (e happy end consolatore), pentimenti repentini e tanti personaggi arrendevoli o più semplicemente inutili (la famiglia povera di lei, capitanata dal laido Lam Suet). Uniche eccezioni: la bisbetica Lee San-san, cui Sammi ruba ogni possibile pretendente, e lo spettro mattacchione Lau Ching-wan, al quale toccano le contraddizioni di un bambino(ne) in un corpo adulto, alle prese con i massimi sistemi filosofici (o giù di lì). Senza troppo pretendere da loro stessi (o dal pubblico), e ricorrendo a tanti mezzucci - la rilettura a posteriori degli eccessi iniziali della protagonista, altrimenti gratuiti -, To e Wai inscatolano l'ennesimo sfoggio di talento visivo - le carrellate sono sempre preziose - a fondo perso, riuscendo per fortuna a chiudere senza esagerare nella maniera e a migliorare rispetto agli ultimi deludenti exploit rosa pallido. Più che altro convincono la confezione equilibrata, qualche momento sopra le righe - lo stralunato cammeo di Simon Yam o la donna fantasma grassa che vuole sentirsi, per una volta almeno, apprezzata -, la colonna sonora dolce e la distensione finale nel segno della commozione.

Hong Kong, 2002
Regia: Johnnie To, Wai Ka-fai
Soggetto / Sceneggiatura: Wai Ka-fai, Yau Nai-hoi, Au Kin Yee
Cast: Sammi Cheng, Lau Ching-wan, Cherrie Ying, Lee San-san, Lam Suet

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