"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

My Wife Is 18

My Wife Is 18Sposatisi in Inghilterra per reciproca convenienza, il trentenne Cheung e la diciottenne YoYo finiscono per caso a vivere insieme a Hong Kong. Non basta, lui, quasi laureato, trova lavoro nel liceo dove studia lei. Ma non sono tutte rose e fiori: consci del gap generazionale e abituati a ritmi di vita opposti, i due non si stimano e continuano a punzecchiarsi. La relazione forzata sarebbe finita da un pezzo se Cheung non avesse bisogno di studiare YoYo per la sua tesi sui comportamenti femminili. Tutto come previsto finché non entrano in scena due possibili amanti, un'ingenua professoressa di educazione fisica e un ventenne affascinante.
James Yuen, alfiere del cinema medio cantonese, prova i panni di Joe Ma e si trova a suo agio. Commedia giovanile - omaggio al classico Shaw The Merry Wife - con controllate derive melodrammatiche, My Wife Is 18 vive e muore con la sua protagonista, la popstar Charlene Choi, metà del duo più popolare dell'Asia, le Twins. Instant movie ai limiti della biografia (idealizzata a beneficio dei fans), la pellicola è una fotografia degli sbalzi umorali della scatenata primadonna: gli alti e i bassi dipendono essenzialmente dalla sua presenza e dalla sua assenza nelle inquadrature. All'ispiratissima Choi vanno tutti i meriti della riuscita dell'opera: il che implica la necessaria astensione dei detrattori delle sue qualità d'attrice o degli spettatori non disposti a stare ad un gioco - un po' stupido, ma efficace - di smorfie e battutine acide adolescienziali. My Wife Is 18, girato con grande senso del ritmo a dispetto di un budget di poco conto, è efficace come documento di un universo giovanile ribelle e irriverente. Necessario il contorno di citazioni cinematografiche (compresa una divertente parodia di In the Mood for Love), pubblicità occulte e riferimenti all'attualità socio-culturale. La comicità è quasi improvvisata, Yuen lascia liberi i due protagonisti, la cui chimica rafforza il coefficiente di intrattenimento, di migliorare il copione, semplice e prevedibile, con il proprio tocco personale. Ekin Cheng - per una volta con pettinatura decente - regge il gioco con la dovuta umiltà, prestandosi come sparring partner di qualità: dopo tanti eroi infallibili e latin lover implacabili, tipi per cui non sembrava sempre portato, il legnoso attore riesce rimettere in gioco la sua immagine grazie a un ruolo più consono alle sue corde, un vitellone immaturo, generoso e simpaticamente inconcludente. Sprecati i comprimari (soprattutto Stephanie Che), anche per necessità di sintesi (in sala montaggio sono rimasti diversi metri di pellicola, come dimostrano gli extra della versione in dvd). Fortuna vuole che tante situazioni banali siano risolte brillantemente, affidandosi sì a clichés, ma costruendo le gag - e i momenti mélo: si veda l'abbraccio notturno tra i due professori o la delusione amorosa sotto la pioggia - con grande senso della misura.

Hong Kong, 2002
Regia: James Yuen
Soggetto / Sceneggiatura: Chan Hing-kar, James Yuen
Cast: Ekin Cheng, Charlene Choi, Bernice Jan, Stephanie Che, Patrick Tang

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