"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Naked Soldier

Naked Soldier Dieci anni dopo il primo capitolo - stupendo ancora oggi per spirito anarchico e divertimento, quel Naked Killer in cui Chingmy Yau vestiva i panni di una sicaria sexy agli ordini di una subdola e fascinosa Carrie Ng  - firmato da Clarence Fok (uno di quei registi che all’appassionato di cinema HKese oggi come oggi manca e non poco e che dopo anni di quasi silenzio ha ora in cantiere un film con Donnie Yen, Special Identity), nel 2002 arrivava una variazione sul tema con il Naked Weapon di Ching Siu-tung. Ecco che, giunti al 2012 e coperta la distanzia di un ulteriore decennio, quel vecchio volpone di Wong Jing ha pensato bene di rinverdire i fasti del franchise con questo Naked Soldier.

La storia è ancora una volta quella di Phoenix (la debuttante Jennifer Tse), una ragazza addestrata e impiegata come sicario infallibile da un’organizzazione criminale che l’ha rapita anni prima, bambina, dopo aver sterminato la sua famiglia e averle praticato una sorta di lavaggio del cervello che le facesse dimenticare quell’evento traumatico. Ma il passato sepolto sotto quella coltre di condizionamenti psico-encefalici riemerge quando il padre poliziotto della ragazza (Sammo Hung), miracolosamente scampato al massacro, si ritrova a indagare su una serie di cruenti omicidi in cui è coinvolta appunto la figlia che lui credeva morta da tempo.

La firma e le mani dietro alla macchina da presa sono cambiate anche stavolta: è il turno di Marco Mak, montatore d’eccezione e regista capace di regalare soddisfazioni agli appassionati di un genuino cinema cantonese (tra cui ricordiamo il bellissimo A Gambler’s Story e il nero Cop on a Mission, ma anche i più recenti Wo Hu e Tracing Shadow); ma se la regia cambia, non cambia la formula vincente dei predecessori: donne sicario spietate e sensuali e scene d’azione veloci e spettacolari. Così, il risultato è degno intrattenimento condito da un pizzico di nostalgia (anche se il film è confinanziato con capitali mainlander): molto ritmo, un seme di pazzia ogni tanto (il personaggio androgino e ruggente di Jiang Lu-Xia), un quid di ironia (I siparietti tra Sammo Hung e Timmy Hung, suo figlio nella realtà, nel film agente imbranato ai suoi ordini) e sequenze action ben orchestrate e girate (con plauso a Marco Mak che dimostra anche stavolta di saperci fare, con certo materiale a sua disposizione). Non ha la capacità di stupire di Naked Killer, nè l’adrenalina montante di Naked Weapon, ma a suo modo anche questo Naked Soldier fa onore alla saga in cui si inserisce, e il volto di Jennifer Tse, nuova (anti)eroina abile con mani, pugnali e pistole, fa pendant con il resto.

In poche parole: cinema commerciale, di puro intrattenimento, che almeno in alcuni tratti ricorda la spensieratezza del cinema Hkese dei ’90, e che se anche non verrà ricordato negli anni, ci fa piacere rivedere proposto in sala. Sembra poco, ma con certi chiari di luna è abbastanza.

Hong Kong/Cina, 2012
Regia: Marco Mak.
Soggetto/Sceneggiatura: Wong Jing.
Action Director: Corey Yuen.
Cast: Jennifer Tse, Sammo Hung, Andy On, Ankie Beilke.


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