"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Notorious Eight

Notorious EightL'ultimo conflitto tra due vecchie leggende del mondo del gioco d'azzardo, il probo Chen e l'avido Hu, soprannominato devil gambler, sfocia in tragedia. Il figlio di Chen, colpito a tradimento e inconsapevolmente responsabile dell'intrigo, in cerca di vendetta, si affida ad un fidato amico del padre, Zhou, campione al tavolo verde e titolare di una scuola che comprende, oltre a lui, sei fortissimi giocatori. Il gruppo degli otto propone a Hu una sfida all'ultimo sangue, senza regole, in cui ci si gioca tutto: onore, nome, denaro e la stessa vita del perdente.
Nei primi anni ottanta nasceva la moda dei film sui gamblers, ben diversi, per toni e atmosfere, da quelli più famosi che dieci anni più tardi avrebbero spopolato al box office, molti dei quali per la regia di Wong Jing (che non a caso qui ha una particina da attore e che nel giro di pochi mesi avrebbe debuttato alla regia con il simile Challenge of the Gamesters). Suen Chung non si fa tentare dalle possibili frivolezze di una commedia in costume (o tantomeno di una satira sociale) e punta tutto sulla tensione nervosa. Rilegge in chiave action noir la tradizione del mélo familiare (certi risvolti drammatizzati del rapporto padre-figlio) e, soprattutto, delle pellicole di arti marziali, riproponendone, adattati al contesto del tavolo verde, personaggi (e attori: il buono e il cattivo sono Chen Kuan Tai, non protagonista, e il viscido Lo Lieh), stereotipi (sotto forma di metafora - l'abilità con le carte è un'arte per combattere il nemico - e non: le scazzottate e i confronti fisici non mancano), temi (la rivalità tra scuole rivali e concezioni differenti; l'onore e la vendetta; l'addestramento del campione ancora immaturo), sporcati da una ruvida patina di scorrettezza morale (quando serve anche i buoni scendono a patti con la coscienza e giocano sporco) e da un finale senza compromessi (nonostante il poco convinto tentativo di riparare in extremis). Non mancano ammiccamenti sensuali e situazioni adulte pensati al solo scopo di sfidare i censori e titillare la fantasia erotica dello spettatore smaliziato in cerca di emozioni forti a basso costo. Prodotto solido, ricco di difetti (soprattutto narrativi, con passaggi abbreviati e personaggi di secondo piano appena abbozzati), viscerale e coinvolgente quanto basta, migliorato dal contesto tecnico più che adeguato e dal cast di grandissimo richiamo. Tante sequenze sui diversi confronti al tavolo verde, in primissimo piano, risultano difficili da assimilare per i non patiti di poker, mahjong, carte (più spesso tessere da domino) e dadi, tutti secondo la variante cinese.

Hong Kong, 1981
Regia: Suen Chung
Soggetto / Sceneggiatura: Suen Chung, Wong Ching
Cast: Lau Wing, Chen Kuan Tai, Lo Lieh, Chan Ping, Wong Jing

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