"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Off Track

Off TrackDue rivali con un'insana passione per auto da corsa e sfide clandestine si affrontano e si scontrano: dal patatrac nasce un affare di stato, che coinvolge il boss di uno dei due, un malavitoso con sgherri poco raccomandabili al seguito, oltre che sua sorella, innamorata del nemico giurato. Per di più il padre del piccolo mafioso è un poliziotto che ha rotto ogni legame con il figlio e ha giurato di consegnarlo alla giustizia.
Sfruttando un trend emergente di universale validità - «donne e motori, gioie e dolori», soprattutto se di mezzo ci sono anche mala e orgoglio - Cha Chuen Yee imbrocca un piccolo successo, che darà vita a cloni e semi-seguiti (come Highway Man con Julian Cheung). Al terzo film Cha dimostra di non sapersi far valere come artigiano con ambizioni, ma di essere piuttosto un piccolo (autore) ribelle più a suo agio senza soldi e senza star. Le vere protagoniste - le macchine - sono più espressive degli attori in carne e ossa. Meglio le due comprimarie - Rachel Lee e Ellen Chan, abbigliate malissimo - dei nomi di punta: Jackie Cheung in particolare, in un ruolo alla Andy Lau, dimostra limiti e poca voglia di impegnarsi. Non aiuta la trama faraginosa, che non è in grado di gestire una serie di personaggi monocordi - un solo cattivo in mezzo a tanti indecisi -, dagli atteggiamenti e dai comportamenti incongruenti. Mal pensate le derive melodrammatiche, poco credibili le soluzioni emotive, di scarso rilievo le psicologie dei protagonisti. Il piatto forte del programma rimangono dunque le stuzzicanti coregrafie automobilistiche, orchestrate con grande senso del ritmo da Blacky Ko e sostenute a dovere dalla colonna sonora cadenzata che mescola fanfara e canto-pop.

Hong Kong, 1991
Regia: Cha Chuen Yee
Soggetto / Sceneggiatura: Rico Chung
Cast: Jacky Cheung, Max Mok, Rachel Lee, Ellen Chan, Wu Ma

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