Operation Pink Squad

Scritto da Matteo Di Giulio. Postato in FILM

Operation Pink SquadCommedia, azione, dramma e thriller si confondo in Operation Pink Squad, minestrone di solare stupidità nel primo tempo, serrato intreccio poliziesco a sfondo umano nella ripresa. Sulla falsariga di The Inspector Wears Skirts, Jeff Lau spinge quattro donne poliziotto allo sbaraglio. Sandra Ng, Suki Kwan, Elsie Chan e Ann Bridgewater, mal accoppiate, non devono tanto vedersela con criminali incalliti quanto proteggersi dall'invidia dei colleghi maschi, sbruffoni e disposti a tutto pur di levarsi dai piedi le combinaguai in gonnella. Ma le donne sono, oltreché sufficientemente capaci, fortunate quanto basta per sbrigare involontariamente due missioni in un colpo solo. Il terzo incarico - sorvegliare un cieco sospettato di aver rapinato una gioielleria - porterà la più racchia del gruppo a innamorarsi del pedinato e a esporre la propria copertura, aiutata nella sua missione amorosa dalla meno spocchiosa delle colleghe.
A un inizio demenziale, che sembrerebbe voler fare da apripista per risate e intrattenimento, fa curiosamente seguito una seconda frazione nerissima, con un finale nel sangue tutt'altro che lieto. Il continuo cambio di umori all'inizio disorienta, ma la grinta delle ragazze protagoniste compensa la scarsa coesione narrativa di regia e sceneggiatura. Lau viaggia con il freno a mano parzialmente tirato, quasi non volesse rinunciare a una patina minima di serietà per accalappiare sia il pubblico della commedia che quello abituato a vedere una buona dose di testosterone al cinema. Evita la soggettiva misogina tipica di tante scuole di polizia al femminile e sorvola appositamente sui passaggi sentimentali se non per concedere a Sandra Ng la possibilità di mettere in piedi alcune gag di sicuro effetto.
In tal modo l'autore intrattiene il pubblico e lo spinge a giocare con i personaggi sullo schermo, inventando al momento sketches che stimolino la curiosità della platea, non sottraendosi se c'è da giocare sporco con trivialità e scatologia. Ricorre a comprimari di lusso - Ricky Hui, delizioso ladro / maniaco sessuale; Lowell Lo, con mutande in testa; Suki Kwan, che parla un cantonese tutto suo; Billy Lau, aggressivo come sempre; Wu Fung, presenza fissa del genere - e compone quadretti di insana follia con soluzione di continuità. Ma i siparietti non sono fini a se stessi e assommati superano la soglia della barzelletta e del cattivo gusto, senza peraltro lasciare eccessivamente il segno. Basta vedere Sandra Ng, cui spettano inevitabilmente le situazioni più gustose, intrappolata sotto un tavolino e aggredita, in puro stile Zucker-Abrahams-Zucker, da una serie di utensili domestici, per rendersi conto del giusto spirito scanzonato che aleggia nell'aria.

Hong Kong, 1988
Regia: Jeff Lau
Soggetto / Sceneggiatura: Jeff Lau
Cast: Sandra Ng, Ann Bridgewater, Tan Lap Man, Wu Fung, Elsie Chan

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