"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Organized Crime & Triad Bureau

Organized Crime & Triad BureauA Kirk Wong non sono necessarie roboanti esplosioni, un mare di fuochi artificiali o immancabili scontri automobilistici per creare tensione emotiva: bastano poche secche inquadrature, sparatorie ravvicinate e personaggi solidi come punto di riferimento. Lo sguardo disvela l'azione dall'interno, immergendosi nella corsa tra gatto e topo con cipiglio freddo e amorale; non esistono schieramenti predefiniti o logiche scelte di parte nella messa in scena dell'eterno dilemma tra bene e male. Un gruppo di ladri di gioielli, braccato dalla polizia, è costretto a rifugiarsi su un'isola: inizia una caccia all'uomo senza quartiere, prodromo di uno scontro che coinvolgerà l'intera città. Da un lato poliziotti lividi come cani da caccia rabbiosi, pronti alle peggiori torture pur di far confessare i sospettati, dall'altro ladri spietati e senza scrupoli, eppure servi di un saldo codice dell'onore e di sentimenti puri come solo l'amore può essere. Ecco allora che la sensazione di distacco si scioglie, rivelando una partecipe empatia in grado di donare credibilità a figure altrimenti superficiali. Due elementi salvano la pellicola da una piatta riproposizione di consolidati stilemi: il ritmo sincopato che non concede requie e l'attenzione al sentire - oltre che all'agire - dei protagonisti. La regia è essenziale, ma si fonde completamente con una sceneggiatura condensata, priva di pause morte o scelte di raccordo, che - aiutata da un montaggio vertiginoso - sembra protendersi verso lo spettatore per sottrargli il fiato in gola. Inutile tediare un pubblico recettivo e smaliziato come quello hongkonghese - dacché la storia è sempre quella - con gratuiti sproloqui secondari; una volta scelto il territorio dell'azione, coerenza impone di inscrivere ogni sbocco narrativo al suo interno, senza remore.
Immersi nell'inseguimento fin dalle prime battute, è persino difficile intuire i motivi di tale accanimento - dell'una e dall'altra parte - fino a film inoltrato, quando i tasselli prendono ad acquistare improvvisamente senso. Costretti a seguire senza neppure il tempo per porsi domande, si è dominati dall'incedere degli eventi; perché in fondo una sparatoria può essere poetica ed incisiva quanto e più di interi dialoghi, a patto di saperne giostrare tempi e simbolismo - valga lo scontro a fuoco finale, fusione equilibrata di estetica della velocità ed emozioni amare. Il tutto non sarebbe certo pensabile senza attori capaci di saggiare i limiti di personaggi tridimensionali ma risaputi. Anthony Wong è cinico e crepuscolare: il suo Tong è un bandito calcolatore ma preda di istinti bellicosi difficilmente sanabili, perso tra la violenza della strada e il sentimento protettivo che lo lega a Sze - nonostante sia sposato e non perda occasione di portarsi a letto qualsiasi donna gli capiti sotto il naso. Il loro rapporto bizzoso e poetico resiste ai soprusi e alle bassezze del caso proprio perché su di essi fondato. Il loro incontro fortuito, infatti, nasce sotto gli auspici della violenza: è stato lui a salvarla da uno stupratore impunito, sottraendola alla follia. Da allora lei lo segue con dedizione e attaccamento: Cecilia Yip - spesso sottostimata, eppure una delle attrici cinesi che ha saputo meglio destreggiarsi tra scelte interpretative difficili (nella sua carriera è passata dall'innocenza alla perfidia, tra sopruso e sottomissione, con disarmante semplicità e la forza di uno sguardo) - regala un candore preadolescenziale a una donna matura, nonostante tutto ancora capace di credere nell'altro (la sua cantilena sommessa su l'amore come neve colpisce nel profondo). Dall'altro lato della barricata, Danny Lee provvede forse alla prova più sentita della sua carriera, prendendo a modello il cuore nero dell'ispettore Callahan, in un duello di personalità cui il Michael Mann di Heat - La sfida (1995) non pare esser rimasto indifferente.

Hong Kong, 1994
Regia: Kirk Wong
Soggetto / Sceneggiatura: 
Cast: Danny Lee, Anthony Wong, Cecilia Yip, Parkman Wong, Fan Siu Wong

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