Oriole's Song

Scritto da Valentina Verrocchio. Postato in FILM

Oriole's SongL'I-Ching è il più antico metodo divinatorio cinese. Serve non a prevedere il futuro, ma a dare una linea di condotta e degli insegnamenti, a seconda dell'esagramma (sei linee indipendenti tra loro ma che prendono un unico significato generale a seconda della loro disposizione) sorteggiato con dei bastoncini o delle monete. Secondo l'I-Ching le cose nella vita non accadono necessariamente consequenzialmente, bensì sincronicamente, con eventi vicini accomunati dal senso del momento che si vive, ma non generati per forza l'uno dall'altro. Il cinema di Hong Kong ragiona allo stesso modo, ed ecco perché è possibile dividere un qualunque film in diverse stanze (spesso proprio sei), tutte con un loro centro drammatico, che viste nell'insieme danno il quadro di un'unica situazione dentro la quale i personaggi sono portati ad agire bene o male, e con questo a trarre e a dare allo spettatore una lezione di vita (diversa da una morale). Tutto ciò risulta pressoché incomprensibile e troppo astratto per una mente occidentale, che riesce a vedere un nesso e perciò una morale, solo negli eventi concatenati. Ad agire bene c'è un premio, ad agire male un castigo; solo che il mondo non funziona affatto così. Sulla falsa riga del ragionamento occidentale dunque, il cinema di Hong Kong appare molto spesso scritto male, iperdrammatico e spezzettato in segmenti troppo veloci e contraddittori per acclimatarcisi e giudicarli credibili. Ma si tratta di un pregiudizio del pubblico, che non può chiedere a un film asiatico di andare incontro ai bisogni occidentali. Anche in Oriole's Song gli elementi iperdrammatici non mancano: quando succede qualcosa di grave si scatenano lampi e tuoni, ci sono cori di gente che piange, un morto dietro l'altro, sangue dalla bocca, inginocchiamenti e colpi di scena continui. Lee Sun-fung è stato uno dei più importanti registi di Hong Kong e il suo è un grande piccolo film di elementare costruzione ed efficacia, scomponibile in segmenti, proprio come un esagramma dell'I-Ching, che nella sua corsa verso il futuro, dà degli insegnamenti pur contraddicendosi di continuo, in balìa del caso: il tema generale è l'amore di Ng Chor-fan per Fong Yim-fen, cugina e ottima cantante. Questo amore passa attraverso sei movimenti che portano i personaggi ad apparire e scomparire, a gioire per un momento e a piangere in quello successivo. 1) L'incontro dell'umile Fong Yim-fen con il facoltoso Cheung Ying. 2) La partenza improvvisa di Ng Chor-fan per andare a trovare i genitori. 3) La guerra e l'invasione dei giapponesi che bombardano Hong Kong (nel film si vede un giapponese dentro l'aereo nell'atto di sganciare una bomba) decimando la famiglia di Fong Yim-fen, e facendo perdere le tracce di Ng Chor-fan, dato dunque per morto. 4) Il matrimonio di Cheung Ying con Fong Yim-fen rimasta orfana e con un fratellino ancora piccolo a carico. Per lei si tratta di affetto e riconoscenza, per lui di amore. Proprio subito dopo il banchetto di nozze, ricompare Ng Chor-fan, giusto in tempo per guardare scioccato gli sposi e rimanere ferito in un bombardamento. 5) L'avversione del padre di Cheung Ying per Fong Yim-fen, povera e per di più cantante (l'autorità familiare è messa fortissimamente in discussione, e ne viene mostrata l'ingiustizia totale). 6) La morte di Cheung Ying dopo una lunga malattia e finalmente la chiusura del cerchio con il ricongiungimento di Fong Yim-fen e Ng Chor-fan.
Sebbene il personaggio principale sia senza dubbio Fong Yim-fen, intensa e appassionata, donna coscienziosa e sincera ma anche temeraria, e sebbene gli uomini invece siano tutti un po'stemperati e inefettivi o perché aggressivi, o perché stoltamente autoritari, o perché troppo deboli, la messa in scena di Oriole's Song si gioca soprattutto tra i due protagonisti maschili: Ng Chor-fan (bravo ma non al meglio, scomparendo anche più volte per interi segmenti) e Cheung Ying (magistralmente perfetto, passionale ma impotente, uomo e figlio, risoluto ma comprensivo) sono accomunati da un'armonia quasi speculare: Ng Chor-fan, proletario, comincia il film in abiti dimessi e tradizionali cinesi; Cheung Ying invece, di classe sociale elevata, appare in abiti occidentali. La prima volta che i due attori si trovano insieme sono tutti e due in giacca e cravatta, e infatti sono in una situazione paritaria rispetto alla donna che amano. Quando Ng Chor-fan scompare ingoiato dalla guerra, per tutto il tempo Cheung Ying veste anche lui gli abiti tradizionali cinesi che erano stati di Ng Chor-fan, e praticamente prende il suo posto, dimostrando però non la volontà di sostituirsi a lui, quanto la sua trasformazione da uomo di lusso a uomo attivo, che si dà da fare per gli altri. Quando Ng Chor-fan ritorna ha di nuovo gli abiti tradizionali, e il caso vuole che Cheung Ying sia in quel momento nuovamente in giacca e cravatta, rappresentando di nuovo il suo status, perché è proprio grazie al suo essere benestante che ha potuto sposare Fong Yim-fen. Gran bel classico, col suo scorrere via magnetico per un'ora e quarantacinque, rudimentale, sobrio ed esemplare.

Hong Kong, 1956
Regia: Lee Sun-fung
Soggetto / Sceneggiatura: Lee Sun-fung
Cast: Cheung Ying, Ng Chor-fan, Fong Yim-fen, Lee Ngo, Lam Kwan San

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