Paper Marriage

Scritto da Valentina Verrocchio. Postato in FILM

Paper MarriagePiena di speranze un'ingenua Maggie Cheung saluta le amiche ed emigra per il Canada con una borsa carica di soldi e un progetto ben preciso: sposare il primo che capita, prendere la cittadinanza canadese, divorziare e sposare il fidanzato che si è già trasferito e l'aspetta. Purtroppo i soldi e l'America qualche volta danno alla testa, e quindi dopo aver consegnato la fidanzata a uno sbrigativo e non simpatico Sammo Hung, marito di carta, il fidanzato di Maggie semplicemente e prevedibilmente sparisce con la borsa dei soldi, lasciando Maggie completamente sola, in pigiama, con, praticamente, uno sconosciuto. Comincia così una relazione di comodo, con una crescente affezione l'uno per l'altro, e un ingegnarsi costante per sbarcare il lunario facendo ogni sorta di mestieraccio, tra verosimiglianza, fantasia, tenerezza e anche un po' di pena.
Paper Marriage non è di sicuro il miglior film di Alfred Cheung, ma contiene lo stesso elementi tipici del suo stile. Il personaggio maschile antipatico, prima di tutto: Un po' come il Kenny Bee di A Fishy Story e Let's Make Laugh, Sammo Hung ha un ruolo da uomo opportunista e vagamente meschino, tendente al burbero e orientato per paura, vigliaccheria, pigrizia ed egoismo più a una vita solitaria e squallida che a un'esistenza rallegrata da cose come le amicizie e il calore umano di una famiglia. Non privo di amor proprio, ma nemmeno intelligente e piuttosto sprovveduto, questo tipo di personaggio maschile è quasi il motore dei film di Alfred Cheung, prendendo nelle disavventure quotidiane decisioni anomale, non romantiche, non eroiche e nemmeno coraggiose, incuriosendo e creando sfumature tragicomiche e imprevedibili. Quasi come una conseguenza, il ruolo rivestito dalle donne risulta sempre un po' in ombra. Le donne di Alfred Cheung sono persone resistenti, ma smaccatamente femmine, e quindi facilmente capricciose, eterne bambine e sopratutto insondabili e spesso isteriche, spesso anche più ricche (di spirito e/o come condizione finanziaria) dei maschi ma non così sfaccettate e ben delineate come i personaggi maschili (sembra che nelle donne si nasconda sempre un che di sospetto...). Così qui Maggie Cheung, ancora molto molto giovane e inesperta, si trova per copione a non eccellere particolarmente (il maggiore difetto, forse, del film), nonostante dimostri bravura e volontà di migliorare a tutti i costi. In una scena è alle prese con uno strano marchingegno mentre, con Sammo, per guadagnare qualche soldo, fa da cavia agli esperimenti di uno scienziato pazzo; in un'altra scena è completamente immersa nel fango, intenta a respingere i pugni i calci e gli spintoni di una collega lottatrice, in un locale decisamente ambiguo. Scena che dimostra, al di là del tipo di personaggi ricorrenti nel cinema di Alfred Cheung, una certa spiccata propensione di questo regista per la misoginia, scena che, pruriginosamente, ha spinto avanti fino a oggi questo film non eccelso... Molti momenti carini e buffi creano confidenza tra lo spettatore e Paper Marriage, ma la presenza di Sammo Hung (altro difetto, opinabile, del film) devia spesso verso l'action fisica le introspezioni di due persone che cercano di sopravvivere come possono, e ciò rende il tutto indeciso, perché le lotte e lo slapstick circense (di ottimo livello) cozzano con l'andamento da commedia del quotidiano e finiscono col lasciare scontenti e appesantiti sia gli appassionati dell'azione sia quelli dell'intimismo. Insomma Paper Marriage è un ibrido, con Alfred Cheung nei panni del fidanzato doppiogiochista di Maggie Cheung, e Sammo Hung che rivaleggia con Jackie Chan (il 1988 è anche l'anno di Police Story II, sempre con Maggie), senza mai comprendere di essere, potenzialmente, migliore.

Hong Kong, 1988
Regia: Alfred Cheung
Soggetto / Sceneggiatura: Alfred Cheung, Wong Wang Gei
Cast: Sammo Hung, Maggie Cheung, Alfred Cheung, Meg Lam, Joyce Godenzi

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