"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Plastic City

Plastic CityA Liberdade, quartiere di San Paolo con la comunità di immigrati giapponesi più grande al mondo, il cinese Yuda (Anthony Wong) e il figlioccio giapponese Kirin (Odagiri Joe) gestiscono il racket delle merci piratate. Un boss taiwanese con forti appoggi politici minaccia seriamente la posizione dei due, mettendo sempre più in difficoltà il rapporto tra Yuda e Kirin. Rapporto nato nella giungla e che nella giungla dovrà trovare una soluzione.

I buoni propositi del film di Yu Lik-wai si intuiscono da subito grazie agli scintillanti titoli di testa, con immagini di San Paolo che mostrano tutta la perizia del direttore della fotografia di Jia Zhang-ke nonché autore di Love Will Tear Us Apart e All Tomorrow's Parties. Purtroppo il mix tra City of God e il noir di Hong Kong regge solo per un po', regalando momenti di grande impatto visivo.
L'alchimia tra Anthony Wong e Odagiri Joe - all'insegna del panasianesimo vieppiù diffuso – funziona a intermittenza ma aggiunge un ulteriore elemento di eterogeneità alla babele linguistica di un film parlato in brasiliano, cantonese e giapponese. E se è noto che la comunità giapponese in Brasile sia forte e rigogliosa, è meno presumibile che le triadi controllino il contrabbando di merci come fossimo a Tsim Sha Tsui. Le favelas al posto della skyline di Hong Kong, quindi, ma anche tanti omaggi al cinema nipponico, a partire da uno showdown spettacolare e fortemente sopra le righe che pare preso dal recente Crows: Episode Zero di Miike.
Forse sarebbe bastato accontentarsi di un solido noir, ma purtroppo di ambizioni Yu Lik-wai ne ha fin troppe e non riesce a trattenersi dalla tentazione di inseguire sottotesti imperscrutabili e complicare in maniera eccessiva l'intreccio. I segreti della giungla amazzonica, tra tigri digitali mal realizzate e santoni indios che manco in Oliver Stone, stridono fortemente con l'ambientazione da noir urbano, così come il rapporto ambivalente e irrisolto tra padre putativo e figlio. Troppi ingredienti e poco controllo degli stessi, che finisce per minare gravemente l'esito di un film che prometteva ben altro.

Hong Kong, Cina, Giappone, Brasile, 2008
Regia: Yu Lik-wai
Soggetto / Sceneggiatura: Fernando Bonassi, Yu Lik-wai
Cast: Odagiri Joe, Anthony Wong, Antonio Petrin, Huang Yi, Milhelm Cortaz

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