"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Possessed

PossessedBilly Chung torna all'horror dopo un paio di incursioni nel genere non memorabili, e si butta con convinzione in una storia a base di fantasmi e possessioni. Possessed riprende - in maniera fin troppo evidente - le tesi de L'esorcista e le trasporta nella Hong Kong odierna. Il fantasma che torna per cercare vendetta è tipico dello psycho-horror giapponese, ma in questa circostanza Sadako e Ring c'entrano poco. E' una storia tipicamente cinese (anche se di stampo cattolico), che tra mille citazioni - Horror Hotline... Big Head Monster, Inner Senses, Troublesome Night 2, l'omonimo Possessed di David Lai - guarda alle proprie origini con il dovuto rispetto.
Un mite autista massacra la famiglia; una scolaretta dà fuori di testa; una donna giapponese con problemi sentimentali inizia ad avere strane visioni; il suo partner / collega, conduttore di una trasmissione su misteri e soprannaturale, è tormentato. Unico rimedio pare il reverendo Yeung, il cui anziano mentore sta morendo di cancro e la cui moglie è morta anni prima in un incidente stradale. Poco ci manca che l'uomo abbia perso completamente la fede, nonostante mantenga la fredda lucidità che il suo ruolo di esorcista richiede. Ma le quattro possessioni non sono casi a parte, piuttosto pezzi separati di un'unica trama diabolica.
Il soggetto esile, troppo diluito, una recitazione così così e un casting non eccelso - tranne Sam Lee, che rifà il solito disadattato tipo The Untold Story III, si notano tante facce in disuso, come quella dell'attore teatrale Tze Kwan Ho o del veterano Eddie Ko -, rovinano la festa a Billy Chung, che per una volta aveva un budget non d'emergenza a disposizione. Il regista, che rimane un prospetto interessante, salva con classe il salvabile, rifiutando un uso massiccio degli effetti speciali (adeguati), rinunciando, per fortuna, al digitale (se non negli orribili titoli di testa) e basando il proprio lavoro su tanti colpi a sorpresa che non garantiscono pathos continuo ma che al momento funzionano. Piuttosto non convince la scelta di lasciare al fuoricampo e ai volti terrorizzati dei protagonisti alcune scene clou, escludendo lo spettatore dal gioco della paura. Confezione solida: la fotografia e le musiche lasciano il segno. Il personaggio di Julian Cheung, ex stella ridimensionata tra televisione e cinema di serie b, ha un che di autobiografico. Palma del peggiore in campo all'inutile Okawa Maju, attrice nipponica senza carisma.

Hong Kong, 2002
Regia: Billy Chung
Soggetto / Sceneggiatura: Chung Shing Yuen
Cast: Julian Cheung, Okawa Maju, Tze Kwan Ho, Sam Lee, Mary Kwan

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