"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Prince of Temple Street

Prince of Temple StreetAbbandonato da madre sconosciuta in Temple Street, il piccolo Twelve è affidato dal gran capo Chiu a un suo sottoposto, un tuttofare di buon cuore, sicuro che il futuro del neonato sarà roseo e splendente. Cresciuto, Twelve è il capo incontrastato della zona, rispettato e amato da tutti: si innamora, ricambiato, di un'ingenua predicatrice cattolica, che con inconscienza si mette subito nei pasticci e costringe il boss a dissotterrare l'ascia di guerra nei confronti di un vecchio temibile rivale, il quale, appena uscito di prigione, vuole distruggere il potere del nemico.
Prince of Temple Street è un goo wak jai melodrammatico in netto anticipo sui tempi. Riformula l'improbabile coppia gangster (ovviamente Andy Lau) / donna angelicata (qui più pura che mai, visto che è la cattolicissima suora laica Joey Wong) vista nel super hit A Moment of Romance, preannunciando, con la stessa veemenza populista, i futuri di successi di Means Street Story e Young and Dangerous. Tra i temi proposti spicca il confronto tra religioni, inizialmente ben impostato, che purtroppo scade presto nella retorica della convenzionalità. Nella mischia generale si fanno notare le intuizioni della regia (e il valido montaggio sintetico), che usa con competenza rallenti, fotografia sporca virato blu e location povere (il quartiere vicino Temple Street, ossia la zona a luci rosse dove impazzano prostitute e protettori) per rendere (neo)realistica e avvincente la solita love story struggente, tragica e tinta di nero quel tanto che basta - poche le scene d'azione, sapientemente realizzate -, tra tradimenti, onore, vendette e voglia di tenerezza. Ottimo il cast, con Lau e la Wong narcisisti nei loro ruoli preferiti - torneranno insieme nel dittico Casino Tycoon dello stesso anno -, che spreca tanti volti illustri in un breve quanto inutile cammeo iniziale, ma che intelligentemente chiede - proprio come il succitato A Moment of Romance - grandi sforzi a Ng Man Tat (e alla bravissima Deannie Yip), spalla più efficace dei protagonisti e, soprattutto, delle scialbe nemesi.

Hong Kong, 1992
Regia: Jeffrey Chiang
Soggetto / Sceneggiatura: Lai Man Cheuk, Yuen Sai Man
Cast: Andy Lau, Joey Wong, Ng Man Tat, Deannie Yip, Chin Ho

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