"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Protégé

ProtégéNick è un poliziotto infiltrato con il compito di stanare il boss della droga Quin, di cui è ormai il braccio destro. Durante la missione incontra una tossicodipendente, che vorrebbe redimere per salvarne la figlioletta da un futuro di stenti. Qualcuno potrebbe pensare a Protégé come a una versione in tono minore di Traffic (2000, di Steven Soderbergh): invece ne è un contraltare lucido, a partire dalla solida produzione di Peter Chan.

Scritto dallo stesso Derek Yee, che si concede anche un prezioso cammeo, è un modo fresco di concepire il noir hongkonghese, attraverso la patina del documentario. Il realismo rimastica i criteri del film poliziesco con lunghi dialoghi e raccordi secchi, senza indugiare mai sullo spettacolo fine a se stesso ma non rinunciando a colpi di scena ed exploitation.
Non convincono i protagonisti - Andy Lau, Daniel Wu e neanche Louis Koo -, legnosi, oscurati dalla messinscena sontuosa. Piuttosto emerge una coralità che la regia sa cristallizzare in poche efficaci sequenze, senza ricorrere all'iperbole o ad inutili sottolineature. Senza raggiungere le vette di intensità emotiva di Lost in Time e One Nite in Mongkok è una serrata rincorsa, a posteriori, agli Infernal Affairs di Andrew Lau, di cui recupera le estremità narrative thailandesi, guardando solo dalla parte dei cattivi. Piani sequenze e fotografia si stagliano maestosi, facciata davanti ad una morale tutta autoriale che Yee sa padroneggiare con competenza. Bellissimo il poster di lancio del film, con una rosa in primo piano su uno sfondo più nero della notte.

Hong Kong, 2007
Regia: Derek Yee
Soggetto / Sceneggiatura: Derek Yee
Cast: Andy Lau, Daniel Wu, Louis Koo, Anita Yuen, Zhang Jing-chu

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